Spider-Man: No Way Home, spiegazione del finale, easter eggs e teorie

Spider-Man: No Way Home, spiegazione del finale, easter eggs e teorie

Ora che Spider-Man: No Way Home è uscito in tutte le sale, andiamo ad analizzare il finale, gli easter egg e tutte le teorie legate al suo futuro

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Finalmente è arrivato, lo attendevamo con ansia e ora Spider-Man: No Way Home è finalmente giunto nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Mentre TikTok si colora di video illegali che mostrano le scene salienti, ci siamo presi qualche giorno per attendere che la maggior parte della gente intenzionata a vederlo subito fosse andata, almeno una volta, al cinema. Ovviamente, tutto quello che diremo qui sotto è spoiler quindi, se non avete ancora visto il film, continuate a leggere solo se siete intenzionati a rovinarvi tutti i colpi di scena.

Lo ricordo ancora una volta ma evidenziandolo in rosso, questo articolo sarà ricco di spoiler, dettagli succulenti che solo chi avrà visto il film conoscerà, conditi con un po’ di storia editoriale dell’Uomo Ragno e con tante teorie (alcune più strampalate di altre). Continuate solo se consapevoli degli spoiler.

Ora che abbiamo messo le mani avanti per fermare qualsiasi intrepido lettore non dovesse aver ancora visionato la pellicola, possiamo iniziare il nostro viaggio alla scoperta dei segreti di Spider-Man: No Way Home. Prima, però, ci teniamo a specificare che in questo articolo saranno presenti anche degli spoiler relativi alla quinta puntata di Hawkeye.

Le Premesse

Partiamo dalle basi: tutto inizia quando Peter Parker, per far dimenticare al mondo la sua identità segreta, organizza con il Dr. Strange una magia capace di cancellare tale informazione dalla mente di tutto il mondo. Il problema si presenta quando però Peter, durante l’esecuzione dell’arte magica, aggiunge parametri che portano Strange a fallire il tutto, ritrovandosi così costretto a dover chiudere il risultato di tale “esperimento fallito” dentro un prisma per evitare che quest’ultimo distrugga la realtà. La magia però ha già fatto danni, visto che tutti quelli che sanno che Spider-Man è Peter Parker vengono catapultati nell’universo MCU.

 

Probabilmente questa teoria non è totalmente vera, visto che Electro non aveva mai visto né conosciuto Peter, ma alla fine la teoria potrebbe essere un assunto errato di Strange: d’altronde un paio di volte, mentre il cielo si frattura, vediamo sagome fumose di personaggi come Kraven e Rhino (non quello di Amazing Spider-Man), quindi probabilmente la magia ha trasportato (o stava per farlo) tutti i personaggi legati in qualche modo a Spider-Man.

Nonostante lo Spider-Man dell’MCU sia molto diverso da quello del fumetto, noterete durante questo articolo come invece molti punti inizino a sovrapporsi in modo intelligente, ma avanziamo con ordine.

Marvel Knights

Spider-Man No Way Home

Quasi all’inizio di Spider-Man: No Way Home possiamo subito vedere come l’avvocato che dà una consulenza a Peter Parker è nientemeno che il Matt Murdock di Charlie Cox: non sappiamo se sarà quello visto su Netflix, magari con gli stessi trascorsi, o un personaggio che non citerà mai quegli eventi per presentare piuttosto una sorta di propria origin story. Resta il fatto che la conferma sembra essere ancora più evidente con l’arrivo di Vincent D’Onofrio su Hawkeye nei panni di Kingpin. Queste informazioni dovrebbero rendere ormai canon la storia di Daredevil su Netflix. In caso contrario, basterà pensare ai personaggi come a versioni alternative.

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

Spider-Man No Way Home

Uno dei traumi più pesanti del film è senza dubbio l’uccisione da parte di Green Goblin di Zia May, che durante i suoi ultimi attimi di vita ha continuato comunque a preoccuparsi del nipote. La morte di Zia May, invero, non appare poi così inaspettata, dopotutto è già successo nei fumetti e persino nel videogioco: ciò che stupisce è la sua frase “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, frase detta sempre da Zio Ben e che invece ora acquisisce un soggetto differente, ma con lo stesso significato. Proprio questa frase, sentita da due personaggi di cui parleremo a breve, farà capire che Zia May potrà avere una valenza nel futuro di Spider-Man.

Spider-Men

Spider-Man No Way Home

Ebbene si, ci sono. Andrew Garfield e Tobey Maguire tornano nei panni dei loro Spider-Man, e lo fanno in modo intelligente e per nulla furbetto. I due personaggi, simbolo di variazioni sulla linea temporale della storia di Peter Parker, possono vantare differenze (nel bene e nel male) dallo Spider-Man di Tom Holland, e queste vengono appianate durante il loro dialogo sul tetto.

Ciò che però stupisce in Spider-Man: No Way Home è il rapporto che si instaura tra di loro, qualcosa che fino ad oggi non ha mai avuto una valenza troppo evidente: sia lo Spiderverse dei fumetti che quello dell’animazione Sony presentava uno Spider-Man noto incontrarne di molto meno famosi. Qui abbiamo tre generazioni di ragni, tutti con le loro frasi, le loro originalità e persino i loro meme (sfruttati in modo geniale).

I Sinistri Cinque

Spider-Man No Way Home

Non solo Spider-Man: il film ci mostra infatti anche cinque sinistri nemici dell’Uomo Ragno, che però in questa pellicola vengono contestualizzati come danneggiati. Effettivamente ognuno di loro ha un problema che può averlo reso un nemico (nonostante sia abbastanza pretestuosa come cosa). L’idea di sfruttare però l’ingegno combinato dei tre Peter Parker è qualcosa di poco visto nei film di Spider-Man, così come la sfida con Strange che si riduce a una battaglia magia vs scienza (dove ovviamente la scienza vince, ndr.)

Vedere Octopus diventare buono, ritrovare Sandman sempliciotto come sempre e osservare gli altri nemici pronti a tutto pur di mantenere i propri poteri è un qualcosa di fantastico, che non solo crea una dinamica capace di elevare il film al paragone con Endgame, ma dà addirittura significato e valore ai film precedenti, quasi a rendere più coerente ciò che succede nella trilogia Raimi e in Amazing.

Ora non sappiamo cosa sarà successo al loro ritorno: la magia fatta da Strange è quella di far dimenticare al mondo MCU l’esistenza di Peter Parker, e questo ha riportato tutti quanti nei loro universi. Probabilmente ora si salveranno, o probabilmente troverà contesto la scelta di alcuni personaggi, come lo stesso Octopus, di fare la cosa giusta all’ultimo secondo.

Peter Parker No More!

Spider-Man No Way Home

Ma quindi, dopo la magia di Strange, cosa succede a Peter Parker? Semplice, non esiste più. O meglio, esiste Spider-Man, tutti conoscono l’eroe mascherato, ma nessuno ricorda più Peter e la sua figura. Per questo MJ non ricorda il suo compagno, ma probabilmente gli Avengers sanno di uno Spider-Man che ha combattuto con loro, e che quindi rimarrà un Avenger.

Insomma, ora nessuno conosce l’identità di Spider-Man, situazione che permetterà a Peter di costruirsi una nuova vita (anche se rimane strano che oggetti fisici che attestino la sua identità spariscano) portandolo a un punto della sua esistenza molto vicino alle origini del personaggio conosciuto con i fumetti.

The Night MJ Lived

Spider-Man No Way Home

Michelle Jones Watson è stata salvata da Spider-Man: non da Tom Holland, ma da Andrew Garfield (con tanto di scena strappalacrime). La ribalta di questa situazione, quasi a costruire un’antitesi alla morte di Gwen Stacy durante Amazing Spider-Man, rende tutto ancora più importante, dando un valore davvero alto a ogni singolo dialogo. Il rapporto tra i vari personaggi rimane comunque molto fedele ai personaggi originali, e risulta divertente vedere le interazioni tra di loro.

Brand New Day

Spider-Man: No Way Home

Il fumetto ha portato Peter Parker a far cancellare dalla mente di (quasi) tutti la sua identità da parte di Mefisto, per salvare Zia May e per non mettere in pericolo i suoi cari. Il finale di Spider-Man: No Way Home arriva più o meno alle stesse conclusioni; Zia May è morta, ma Peter ha salvato tutti sacrificando la sua vita personale. Questo ha dato carta bianca al personaggio per arrivare (o tornare) ad essere l’amichevole Spider-Man di quartiere, uno status quo che abbiamo sempre vissuto come le origini del personaggio, ma che invece stavolta si presenta a un punto avanzato della sua storia. Insomma, è come se Homecoming e Far From Home siano stati dei prequel alla vera storia d’origine del personaggio, che ora raggiunge il suo punto zero.

In effetti ora Peter abita da solo, sicuramente cercherà lavoro per pagarsi il college (magari fotografo per il Bugle?), ha un nuovo costume (che presenta somiglianze con quello originale ben più marcate rispetto ai costumi visti in tutte le altre pellicole), con un celeste sgargiante e quasi lucido, niente più tecnologia Stark ad aiutarlo ma solo una stazione della polizia, e il costume è stato cucito a macchina (e non da robot futuristici). Ma cosa si prospetta ora per il nostro tessiragnatele?

Spider-Man, MCU o no?

Venom

Ci piace pensare che adesso lo Spider-Man di Tom Holland sarà per sempre legato al MCU, essendo diventato una versione di tre già esistenti. La scena dopo i titoli di coda ci lascia con un pezzo di Venom che, probabilmente, ora cercherà un Eddie Brock di questo universo per riunirsi (o magari qualcun altro come Miles Morales o addirittura Flash Thompson), dandoci il simbionte che potrebbe portare alla luce nuove storie per il Peter di Tom Holland, triste e rabbioso (ma non troppo) per la perdita della zia.

Il fatto che però si vociferi da tempo che Morbius e Venom facciano parte dell’universo Amazing di Garfield (basta guardare il logo Oscorp del trailer) potrebbe spingere Sony a creare il suo Spiderverse, con Venom di Tom Hardy, Morbius di Jared Leto e Vulture di Michael Keaton (che potrebbe avere lo stesso aspetto di quello del MCU, per quello che ne sappiamo), dandoci nuove storie con uno Spider-Man interpretato da Andrew Garfield, ancora in età per poterlo portare su schermo e comunque molto amato dai fan.

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