Squid Game vs Most Dangerous Game: quando la cultura altera il battle royale

Squid Game vs Most Dangerous Game: quando la cultura altera il battle royale

Analizziamo le similitudini narrative tra il nuovo film di Amazon Prime Video Most Dangerous Game e Squid Game, la celebre serie Netflix.

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La lotta di classe e la disuguaglianza sociale sono senza alcun dubbio due tematiche senza tempo e, nel corso della storia, sono state affrontate un numero quasi infinito di volte e in maniera completamente diversa tra di loro. Questo probabilmente è dovuto dal fatto che entrambi gli argomenti colpiscono indistintamente le popolazioni di tutto il mondo e, di conseguenza, queste scatenano una risposta differente in base al contesto socio-economico che le ospita. Recentemente, grazie al suo Squid Game (di cui potete trovare qui la nostra recensione), il regista Hwang Dong-hyuk ha offerto al pubblico una fiaba distopica che espone pubblicamente le problematiche del suo Paese natio, la Corea del Sud. Oggi, attraverso uno stile narrativo decisamente lontano, Amazon Prime Video ha ripreso il tema all’interno di Most Dangerous Game, un film di Phil Abraham (originariamente pubblicato come serie televisiva)  disponibile dal 1 ottobre 2021 sulla piattaforma streaming.

Due facce della stessa medaglia

Come vi abbiamo già anticipato, Most Dangerous Game è un film diretto da Phil Abraham, originariamente pubblicato su Roku Channel come una serie televisiva composta da 15 episodi dalla durata di circa dieci minuti ciascuno. Arrivato sotto forma di lungometraggio sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video, lo spettacolo mette in scena la storia di Dodge Tynes (Liam Hemsworth), un ex-atleta in bancarotta che vive a Detroit con sua moglie incinta, Val (Sarah Gadon). La quotidianità dell’uomo viene interrotta mentre si trova ad una fermata dell’autobus e, improvvisamente, perde i sensi e si risveglia in ospedale, dove gli verrà diagnosticato un tumore inoperabile al cervello.

L’uomo, già sommerso dai debiti e senza assicurazione sanitaria, non può sostenere economicamente le importanti spese mediche necessarie ad affrontare una terapia. Vista la tragica situazione, un infermiere gli offre un biglietto da visita per contattare la Tiro Fund, una società che, presumibilmente, aiuta le persone con malattie terminali in difficoltà finanziarie. Raggiunge gli uffici dell’azienda dove incontra Miles Sellars (Christoph Waltz), un misterioso uomo che gli propone di firmare un surreale accordo. Per 24 ore, Dodge sarà una preda, braccata da cinque “cacciatori” che cercheranno di ucciderlo. In cambio, per ogni ora in cui riesce a sopravvive guadagnerà del denaro che sarà regolarmente trasferito sul suo conto bancario, con incrementi che crescono in continuazione. Terrorizzato dall’idea di lasciare sua moglie e suo figlio sommersi dai debiti, Dodge decide di mettere in gioco la sua vita, partecipando alla terrificante caccia all’uomo.

Most Dangerous Game

Anche se in maniera completamente diversa, Most Dangerous Game riprende i temi che sono precedentemente stati trattati anche all’interno Squid Game. Con i suoi colori pastello e dei toni decisamente drammatici e sopra le righe, la serie televisiva sudcoreana di Hwang Dong-hyuk è stata in grado di dipingere il dramma di vivere in un mondo profondamente colpito dalle disparità socio-economiche e ci mostra un gruppo di personaggi alla disperata ricerca di un modo per migliorare la propria condizione, anche a costo di perdere la vita. Esattamente come Dodge, anche i protagonisti del nuovo show Netflix hanno scelto spontaneamente di prendere parte ad crudele gioco mortale che ha in palio un incredibile montepremi.

Per chi non lo sapesse, lo show di Netflix da vita ad una competizione brutale in cui 456 giocatori sono pronti a rischiare la propria vita per vincere 45600000000 won sudcoreani (più o meno l’equivalente di 33 milioni di euro) per poter migliorare la loro condizione economica. Tra questi c’è anche il nostro protagonista Seong Gi-hun (Lee Jung-jae), un uomo di mezza età sommerso dai debiti che decide di prendere parte alla gara per riottenere la custodia di sua figlia. Una terrificante prova dopo l’altra, i concorrenti saranno messi di fronte ad una importante scelta. È più importante sopravvivere o preservare la propria umanità?

Cosa si è disposti a fare per migliorare la propria condizione?

Come abbiamo già anticipato, Most Dangerous Game si incentra sulle stesse dinamiche, utilizzando uno stile narrativo completamente diverso rispetto a quanto vediamo in Squid Game. Anche se il film di Amazon Prime Video non riesce a raggiungere la stessa carica emotiva trasmessa dalla serie sudcoreana, anche questa vuole sottolineare le profonde discrepanze presenti all’interno della società moderna, soffermandosi principalmente su quella americana. Proprio per questo motivo, uno dei primi argomenti trattati riguarda l’assicurazione sanitaria e le conseguenti e pesanti spese mediche, non accessibili con facilità a tutti i cittadini a causa della predominanza quasi assoluta delle aziende private nel sistema dell’offerta socio-sanitaria. Piuttosto che lasciare sua moglie e suo figlio ricoperti di debiti per sostenere le sue spese mediche, Dodge preferisce rischiare la vita per assicurare loro un futuro migliore.

Most Dangerous Game

E, allo stesso modo, anche Seong Gi-hun sceglie di seguire questo percorso rischioso ed azzardato per non essere d’intralcio nel destino di sua madre e di sua figlia Seong Ga-yeong (Cho Ah-in). L’approccio utilizzato, tuttavia, è decisamente differente. Mentre Squid Game mette in scena questa inquietante inchiesta sociale utilizzando le caratteristiche tipiche dei Battle Royale e il contrasto tra la brutalità e il senso di purezza e “infantilità” che permeano le prove del gioco mortale, Most Dangerous Game si muove sui sentieri più tradizionali già attraversati infinite volte dalla cinematografia americana, con combattimenti d’impatto e inseguimenti emozionanti. Anche se la realizzazione e l’effetto finale viaggiano su due percorsi completamente differenti, il tema principale e il suo significato puntano a raggiungere la stessa destinazione.

Il tutto, infatti, vuole sottolineare la profonda disuguaglianza sociale che esiste inequivocabilmente tra ricchi e poveri e che colpisce in maniera indistinta la popolazione in ogni parte del mondo. In entrambi i casi, le competizioni sono state organizzate per appagare i desideri di miliardari annoiati in cerca di adrenalina. Ma se in Squid Game questi si limitano a guardare i concorrenti morire e a scommettere soldi su chi riuscirà a sopravvivere più a lungo sorseggiando champagne e vino rosso (una tradizione che va avanti da anni, come mostrato nella serie), in Most Dangerous Game questi sono i primi a mettersi in gioco. Sono proprio loro che vogliono sporcarsi le mani di sangue, senza doversi preoccupare troppo delle ripercussioni. Due approcci ben diversi che, anche se in modo molto scenico e teatrale, affrontano in maniera particolarmente interessante queste tematiche estremamente importanti.

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