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The Crew 2 – Recensione, gare senza limiti nel nuovo titolo Ubisoft

Non si corre solo sulle ruote
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La storia del brand di The Crew è stata alquanto particolare: nato su Xbox 360, Xbox One e PlayStation 4, il titolo fu uno dei primi a richiedere una connessione persistente, pena l’impossibilità di giocare il gioco se venisse a mancare. Questo all’epoca fece storcere il naso a molti giocatori, ed era impensabile immaginare un panorama simile oggi, nel 2018, dove i giochi che non richiedono connessione iniziano a scarseggiare. La seconda grande falla che The Crew presentava era il gameplay stesso: in un periodo dove le corse automobilistiche clandestine tornavano in auge nei videogiochi, The Crew puntava a simulare un mondo realistico (tutti gli Stati Uniti), uno stile di gioco punitivo per chi lo prendeva troppo alla leggera e un gameplay dedicato più alla precisione che allo stile. The Crew 2, rilancio del brand da parte di Ubisoft, nasce proprio dalle ceneri del precedente, e forse per la voglia di portare qualcosa di nuovo, oppure semplicemente per l’epoca corrente, molto più adatta a titoli del genere, sembra finalmente aver trovato la sua immagine definitiva.

Unico limite, il cielo

Per la prima volta in un gioco di gare, il parco mezzi del titolo spazia tra innumerevoli tipologie di veicoli: passiamo da mezzi terrestri a acquatici, fino ad arrivare a veri e propri aerei. Ma anche questi, a loro volta, saranno divisi tra barche da corsa, da sprint, motocross, rallycross e monster truck, aerei da acrobazie o aerei da velocità. Insomma, con più di una dozzina di discipline, The Crew 2 diventa uno dei giochi con la maggior varietà di gare, superando persino titoli come Need for Speed Payback. La peculiarità delle varie discipline sta proprio nella loro divisione: sebbene potrebbe sembrare logico dividerle per mezzi, in realtà gli sviluppatori di The Crew 2 hanno scelto di rendere il tutto più vario, realistico e divertente.

Le quattro macrodiscipline saranno Street Racing (contenente Street Race, Drift, Drag e Hyper Car), Offroad (con Rally Raid, Rally Cross e Motocross), Freestyle (che avrà Aerobatics, Jetsprint e Monster Truck) e infine Pro Racing (contenente le Power Boat, le Air Race, le Touring Car e le Alpha Car).

  • Street Race: gare clandestine che punteranno a farvi potenziare il vostro veicolo, all’apparenza normale, con delle componenti da urlo;
  • Drift: unico obiettivo, sgommare con stile;
  • Drag: sprint all’ultimo chilometro, con tanto di carrello di supporto posteriore;
  • Hyper Car: gare con bolidi mostruosi;
  • Rally Raid: corse sterrate senza pista;
  • Rally Cross: corse sterrate ma in pista;
  • Motocross: corse sterrate su bolidi a due ruote;
  • Aerobatics: gare aeree dove dovrete cumulare punti con delle acrobazie;
  • Jetsprint: gare con barche di medie dimensioni, su zone marine aperte;
  • Monster Truck: prendete una 500 e piazzategli un telaio da Monster Truck;
  • Power Boat: gare con piccole barche su circuiti delimitati;
  • Air Race: gare con checkpoint aeree veloci e dinamiche;
  • Touring Car: auto da Gran Turismo;
  • Alpha Car: bolidi da Formula 1.

Questo marasma di gare verrà sbloccato con l’avanzare del gioco, ma non concludendo gare, bensì accumulando punti influencer, capaci di farvi passare da uno status di semplice pilota a vera star. Ad aggiungersi ad ogni livello, delle puntate di un programma televisivo saranno giocabili, lanciandovi su gare interdisciplinari.

In queste gare, come durante tutto il gioco in modalità free roaming, potrete cambiare il vostro veicolo da terrestre a marino a aereo, semplicemente con l’analogico destro, rendendo il tutto divertente anche da intervallare in piccoli spettacoli acrobatici che potrete registrare sulla vostra piattaforma.

Un frullato di realismo e arcade

Una cosa in particolare torna all’interno di The Crew 2: il misto tra realismo e arcade. Il gioco infatti non si lascia padroneggiare alla prima gara, ma richiede un certo utilizzo dei pulsanti. Per driftare con mezzi non adatti, specialmente per non perdere velocità in curva, sarà richiesto un gioco di freno e acceleratore, cosa che molti giochi non presentano ma che invece in realtà diventa molto più vitale da saper fare. Anche i salti, gli ostacoli e tutto ciò che incontrerete sulla pista avrà delle forti componenti realistiche. Questo però si scontrerà con la natura del gioco, fatta per creare un ambiente arcade, rapido e finalizzato al divertimento: perdere gare all’ultimo secondo sarà all’ordine del giorno, così come inchiodarsi in una curva per almeno 4/5 secondi. Anche gli ostacoli che incontrerete su mappa, tra cui i pedoni, avranno un non so che di comico, evitando veicoli con l’agilità di Spider-Man. Tutto sommato però, stavolta lo stile è bilanciato, e sicuramente ne esce migliorato dal precedente capitolo, arrivando a qualcosa di non sconclusionato.

Spazio a tutto, ma con moderazione

Nel gioco le modifiche che potremo apportare ai veicoli saranno di due tipi: di performance e estetiche. Le prime saranno attuabili in ogni momento, premendo il tasto start, ma non saranno acquistabili. Potrete sbloccarle concludendo le gare, che vi lasceranno cadere dei drop di varie rarità, che aggiungeranno abilità, valori tecnici e caratteristiche al vostro veicolo. Questo vi obbligherà a spendere i crediti che riceverete soltanto per acquistare veicoli e migliorie estetiche. Per quest’ultime, potrete modificare gran parte dei vostri veicoli, scegliendo colore, dettagli e anche interni.

La maggior parte dei soldi verrà spesa con molta probabilità nel comprare i vari veicoli, e vista la necessità di possederne almeno uno per tipo per fare tutte le gare, potreste essere spinti ad evitare migliorie estetiche in favore di un parco veicoli maggiore (almeno nelle prime fasi, finché non sarete appagati dal vostro garage). The Crew 2 però lascia spazio anche ai professionisti: se amate personalizzare i vostri veicoli nel dettaglio, potrete regolare ogni singola variabile in modo pratico e veloce, tramite un apposito menù. Non sarà necessario, ma aggiungerà un livello di profondità ulteriore al gioco.

La tua Crew

The Crew 2, lo dice anche il titolo, spingerà voi giocatori a trovare la vostra banda: questa sarà vitale per completare determinate gare, ma soprattutto per godersi il gioco nel migliore dei modi. Il titolo Ubisoft infatti, tenta di rinnovare l’idea di giocare in compagnia nei giochi di gare automobilistiche e non: il successo di questa dinamica è spesso legato al caso (e all’utenza), lasciando un alone di dubbio su quanto effettivamente possa avere successo. Il tempo saprà dircelo, ma conoscendo il supporto post-lancio di Ubisoft, siamo ben speranzosi sulla riuscita dell’idea che avevano quando hanno scelto il nome del gioco.

Un fievole ruggito

Tecnicamente, almeno su console (Ps4 Pro), il gioco non eccelle per comparto tecnico: titoli come la serie di Forza Horizon hanno mostrato come creare un open world dalla grafica fotorealistica, e The Crew 2 non punta nemmeno lontanamente ad eguagliarlo. Anche il doppiaggio di alcuni personaggi risulta scadente, ma questo è il problema che può nascere quando si sceglie di localizzare il gioco totalmente in Italiano, sorpresa molto gradita.

Un maggiore studio dal lato tecnico avrebbe permesso, senza ombra di dubbio, di elevare The Crew 2 verso quel panorama di giochi definibili vere pietre miliari: specialmente dal lato automobilistico, pochi titoli hanno dettato legge, e tutti distanti un paio di generazioni da oggi. Forse il tempo e qualche update regoleranno queste dinamiche, non presenti su PC grazie alla potenza delle macchine, ma che non sono ottimizzate al massimo su console. Peccato anche per il mancato porting su Switch: ad oggi mancano giochi simili sulla portatile Nintendo, e Ubisoft poteva essere l’apripista.

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Recensione
  • The Crew 2
    8Voto Finale

    Con l’aggiunta di aerei e barche, The Crew 2 espande esponenzialmente le dinamiche di gioco. Se pensiamo poi che ognuno di questi veicoli è classificato per tipologia di gare, e tutte quante avranno una flebile ma divertente storyline da seguire, arriviamo a chiudere nel pacchetto che Ubisoft ha scelto di vendere qualcosa di mai visto fin’ora, che riesce ad alternare pazzia e dinamiche pseudo-realiste in un titolo che vale la pena giocare se siete amanti delle gare, qualunque esse siano.


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