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The Falcon and the Winter Soldier – Recensione del secondo episodio della serie Disney+

Continua la serie Disney+ The Falcon and the Winter Soldier con il secondo episodio, tra colpi di scena, combattimenti e ritorni dal passato, ecco la recensione.

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The Falcon and The Winter Soldier è la serie nuova di zecca targata Disney+ e frutto del lavoro degli infaticabili Marvel Studios. La prima puntata è stata pubblicata sulla piattaforma di streaming lo scorso venerdì, e da oggi è disponibile la seconda, della durata di 50 minuti (titoli di coda compresi). Sam Wilson/Falcon (Anthony Mackie) e James Barnes/Soldato d’Inverno (Sebastian Stan) sono i protagonisti delle 6 puntate della stagione, che narra alcune vicende accadute in seguito agli avvenimenti di Avengers: Endgame e alla scomparsa di Steve Rogers/Captain America. Andiamo quindi a scoprire la recensione del secondo episodio di The Falcon and The Winter Soldier.

L’eredità di Captain America

I simboli sono vuoti senza le persone che danno loro un significato. Con queste parole Sam ha deciso di affidare il leggendario scudo di Captain America allo Stato, non volendo tenere per sé un simbolo così pregno di significati, che per decenni ha rappresentato per il popolo i valori più forti dello spirito umano. Al termine della prima puntata abbiamo visto il ruolo del supereroe affidato, in modo piuttosto brusco e improvviso, a un nuovo personaggio, John Walker/U.S. Agent (Wyatt Russell), soldato e patriota americano. Il messaggio è chiaro: l’America non può rinunciare a ciò che il supereroe rappresenta, e poco importa se diventa necessario cambiare il volto sotto il caschetto con la A.

Sam e Bucky sono entrambi spezzati, anche se in modi differenti. Il primo deve fare i conti con l’eredità di Steve Rogers, di cui era il braccio destro, e il secondo si porta dietro gli strascichi di mezzo secolo di torture nelle mani dell’Hydra. Nella seconda puntata, i due Avengers si incontrano e si scontrano, instaurando un rapporto di conflitto più che di alleanza, per la maggior parte causato proprio dallo scudo di Captain America, che si trova ingiustificatamente nelle mani di John Walker. All’inizio della puntata si può elaborare un interessante parallelismo della figura del supereore, confrontando ciò che è stato Steve Rogers agli albori della sua carriera, durante la Seconda Guerra Mondiale, e ciò che è ora Walker, in una nuova epoca storica. Portare lo scudo in vibranio significa percorrere una strada lastricata di fama e gloria, ma non è sempre oro ciò che luccica. Può un simbolo diventare un peso più che un motivo di vanto?

Le vite di Falcon e del Soldato d’Inverno, che nel primo episodio erano separate, trovano un punto di incontro. I due Avengers si riuniscono per affrontare una minaccia inaspettata, dovendo al contempo fare i conti con il proprio passato e con le conseguenze delle loro decisioni. Non mancano, tuttavia, alcune scene dal sottofondo scherzoso, che alleggeriscono le atmosfere pesanti e fanno sorridere gli spettatori.

Androidi, alieni e maghi

Sam e Bucky si ritrovano a fronteggiare antagonisti sconosciuti, e inizialmente fanno fatica a identificarli. Il modello “alieni, androidi e maghi” viene nominato più volte nella puntata, e serve a cercare di inserire i nemici in una categoria, e trovare un metodo efficacie per affrontarli. Ma chi sono i nemici della storia? Si tratta dei Flag-Smasher (Spezzabandiera),  il cui nome deriva dal classico nemico di Captain America nei fumetti, il terrorista a capo dell’organizzazione U.L.T.I.M.A.T.U.M. (Underground Liberated Totally Integrated Mobile Army To Unite Mankind), che ha come obiettivo l’unificazione di tutto il popolo mondiale sotto un’unica bandiera, la sua.

Gli appartenenti ai Flag-Smasher nella serie hanno ereditato il suo obiettivo. In un mondo devastato dal blip causato da Thanos in Avengers: Infinity War, si era creata una serie di regole di sopravvivenza che è stata spezzata quando tutti gli eliminati sono stati riportati in vita. A quanto pare, tuttavia, in molti non sono contenti della svolta presa e desiderano cambiare le carte in tavola. La presenza massiccia dei Flag-Smasher nel secondo episodio di The Falcon and The Winter Soldier fa entrare la storia nel vivo, spazzando via i granelli di noia che avevano colto gli spettatori in alcune scene dell’episodio pilota, quando la trama era in fase di avvio.

Fantasmi dal passato

Bucky è portatore di un enorme fardello relativo al suo passato: ha compiuto, sotto gli ordini e le manipolazioni dell’Hydra, numerosi omicidi, e qualcuno se ne ricorda bene. E se fosse necessario riallacciare i contatti con una vittima non solo dell’organizzazione terroristica, ma persino dello stesso Stato americano? Nel corso del secondo episodio Falcon e il Soldato d’Inverno si rendono conto di due cose fondamentali: hanno bisogno di mettere da parte le divergenze per fronteggiare la nuova minaccia, e gli servono degli alleati. Uno di questi potrebbe essere proprio John Walker, il nuovo volto di Captain America che entrambi gli Avengers vorrebbero vedere sparire. Un secondo alleato potrebbe nascondersi nel passato di Bucky, e un terzo addirittura nelle file dell’Hydra stessa.

I personaggi introdotti nella puntata arricchiscono la trama con molte sfaccettature, e mostrano i volti nascosti dell’America, pronta ad arrogarsi il diritto di servirsi di un simbolo importante come la figura di Captain America e, talvolta, giudice e carnefice dei suoi stessi soldati. Con il nuovo episodio di The Falcon and the Winter Soldier, i Marvel Studios colpiscono e affondano, intrigando gli spettatori e preparandoli agli avvenimenti della prossima puntata nel migliore dei modi.

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Recensione
  • The Falcon and The Winter Soldier
    9Voto Finale

    Nella seconda puntata della serie si entra nel vivo dell'azione. I combattimenti e le scene di dialogo sono gestiti in modo magistrale, alternandosi in modo vivace e fluido e incuriosendo gli spettatori. I personaggi introdotti possiedono una forte caratterizzazione, rappresentando un balsamo per la trama. Le atmosfere cupe sono smorzate da scene spiritose e scambi di battute dosati magistralmente per un risultato godibile e interessante.

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