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The Legend of Zelda: Link’s Awakening – Anteprima dell’atteso remake per Nintendo Switch

The Legend of Zelda: Link's Awakening per Nintendo Switch si presenta in buona sostanza per quello che è: un imperdibile remake di uno dei

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Annunciato ufficialmente durante il Nintendo Direct di febbraio scorso, il remake di The Legend of Zelda: Link’s Awakening in arrivo il 20 settembre in esclusiva su Nintendo Switch ha lasciato molti degli spettatori a bocca aperta. Non ci si aspettava un rilascio di questo tipo, in effetti, e l’idea di poter giocare a uno dei classici della saga su di una console che, alla stregua del Game Boy, è considerabile portatile a tutti gli effetti, ha positivamente colpito tutti gli appassionati. Del resto, sono ormai passati più di 25 anni dal suo originale rilascio, avvenuto agli albori degli anni ’90.

Nintendo in quell’occasione non ebbe modo di mostrare al pubblico più di tanto, in merito a tale interessantissimo remake. Con una nuova diretta trasmessa durante la kermesse losangelina, però, sono stati mostrati ulteriori spezzoni e un’intera sessione di gameplay dedicata, e proprio grazie a quest’ultima in particolare è possibile farsi quindi un’idea di quanto potrà mai aspettarci una volta messe le mani sul capitolo che presto finirà sugli scaffali sia fisici che virtuali.

Una graziosa grafica chibi

Soffermandosi attentamente su quanto mostrato fino ad ora in merito a Link’s Awakening, la prima cosa che salta all’occhio è senza dubbio l’enorme salto di qualità compiuto dalla grafica. Il gioco è infatti stato totalmente svecchiato da un punto di vista estetico, e propone ai suoi giocatori un design dall’aspetto pulito, dettagliato e molto piacevole. I personaggi, da Link alle creature che popolano i vari mondi, così come gli elementi naturali e le costruzioni, sono stati tutti ritrasformati in una versione contemporanea attraverso il sapiente utilizzo di uno stile chibi, mentre i paesaggi che fanno da cornice e da sfondo alle avventure dell’eroe sono stati realizzati tenendo sott’occhio l’estetica di un delizioso diorama.

Ma non è solo la (ri)modellazione 3D a colpire, poiché anche la scelta delle palette di colori, così vividi e brillanti e rigogliosi, degli efficaci shader e della preziosa illuminazione infusa alle atmosfere delle aree e degli interni che possiamo visitare, rende il risultato ancora più curato e attento al dettaglio. Un mondo in miniatura, e quasi di bambola, che appare veramente tangibile, come fosse un universo composto realmente da modellini di pongo – quasi fosse un set cinematografico burtoniano, oserei dire – o un mondo di pupazzi animati a stop motion con la differenza di avere davanti una fluidità cartoonesca impareggiabile.

Altro dettaglio degno di nota, inoltre, è l’apprezzabile effetto sfocatura regalato alle inquadrature – che seguono la classica visuale dall’altro – nei suoi quattro angoli di schermo. Una scelta stilistica che si presta assolutamente al game design del titolo, e che regala un’aura tale da sembrar quasi di essere appena entrati (o ritornati?) nel mondo delle fiabe.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

Un omaggio fedele al grande classico

Trattandosi di un remake, al di fuori dell’aspetto estetico l’esperienza di gioco non è stata quasi per niente rimaneggiata. Si tratta in effetti di una riproposizione fedelissima dell’originale risalente al 1993, e le meccaniche di gioco sono perciò quanto di più congeniale per i titoli della saga risalenti a quegli anni, pensati e sviluppati per la console portatile per eccellenza, il Game Boy.

Nonostante perciò qualche apprezzato marginale aggiustamento e qualche piccola aggiunta, The Legend of Zelda: Link’s Awakening per Nintendo Switch basa i combattimenti e le interazioni sulla stessa nostalgica semplicità di sempre, un omaggio e una riproposizione del tutto apprezzata per chiunque abbia avuto la possibilità di stringere tra le mani la cartuccia originale. Una scelta logica e sensata, del resto, poiché provare a svecchiare un classico di questo calibro, tentando di rendere l’esperienza di gioco più moderna o contemporanea – e conseguentemente semplificandola, in un certo senso – sarebbe stato rischioso o quanto meno poco consono a un prodotto che, oltre ai nuovi giocatori, deve comunque abbracciare anche gli appassionati ormai più anzianotti.

Un omaggio che si svela quindi come un appassionante tuffo nel passato, in un modo ormai in 3D ma comunque ricco di dungeon ed enigmi alla vecchia maniera, in cui le lotte contro i boblin e i boss, o le avvincenti esplorazioni dei vari luoghi posizionati sulla mappa, sono tutte impostate sull’uso ponderato e continuativo di armi, difese e strumenti, aventi ognuna una propria specifica peculiarità. Un tuffo che ci immerge ancora nella vecchia isola di Koholint, dopo quell’iconico naufragio in cui Link viene salvato da Marin, una non-morte per acqua che permette quindi all’eroe di iniziare al risveglio la sua importante missione.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

Come appena accennato, Nintendo ha scelto comunque di impegnare il team in qualche miglioria e aggiunta secondaria, tant’è che una delle nuove feature inserite in questa versione per Switch è la possibilità di creare personalmente i dungeon di gioco, sfoderando delle tessere ottenute e raccolte durante le ore di gioco spese a portare a termine la nostra avventura. Un’introduzione simpatica e interessante questa, che non stravolge comunque l’assidua e apprezzatissima fedeltà al titolo anni ’90.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening si presenta in buona sostanza per quello che è: un imperdibile remake di uno dei classici più amati dell’intera saga che non può, e non deve, mancare nella collezione di ogni giocatore che si rispetti. A maggior ragione di quella dei gamer che, per un motivo o per l’altro, hanno “mancato” l’originale per Game Boy, un piccolo capolavoro che ha fatto sognare, divertire e dannare (per chi era ancora troppo piccino persino per leggere l’inglese) generazioni intere.

 

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