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Those Who Remain: intervista a Bruno e Ricardo Cesteiro di Camel 101

Il team creatore di Syndrome ci rivela molti dei punti focali del nuovo gioco
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Durante gli ultimi giorni abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere con Bruno e Ricardo Cesteiro del team di Camel 101. Chiaramente la nostra intervista si è concentrata sul loro nuovo titolo Those Who Remain, del quale abbiamo abbondantemente parlato dopo una nostra interessante prova giocata. Inoltre, lo studio di sviluppo non è nuovo alle nostre pagine, in quanto abbiamo tempo fa analizzato un altro dei loro prodotti, in modo purtroppo non molto fortunato (Syndrome, un titolo horror uscito forse in modo un po’ prematuro). Tuttavia le impressioni per questo nuovo gioco sono decisamente più positive, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di dare inchiostro ad alcune delle nostre curiosità, che il team ha saputo prontamente appagare.

Ecco di seguito il nostro botta e risposta!

Abbiamo avuto il piacere di giocare una demo di Those Who Remain e l’abbiamo davvero apprezzata. Una delle cose che abbiamo apprezzato di più in assoluto è l’ambientazione. Ci sono stati altri prodotti (che siano videogame o altri media) che vi hanno ispirati?

Abbiamo davvero puntato molti dei nostri sforzi nel creare il setting e l’ambientazione del gioco. Con la premessa principale che vede la luce contrapporsi all’oscurità, è stato molto importante per noi ricreare delle componenti visive e audio che potessero riflettere questa concezione, e allo stesso tempo profondamente immersivo per il giocatore.

Ci sono state diverse ispirazioni per la creazione del titolo, per la maggior parte da film e show televisivi. Dormont, la città dove il tutto prende vita, è marcatamente ispirata da Twin Peaks. Entrambe sono piccoli paesi che sembrano essere ovunque negli Stati Uniti, ma che in realtà risultano essere davvero speciali, con oscuri segreti nascosti appena sotto alla superficie. Sono un grande fan di David Lynch e i suoi lavori, specialmente il modo in cui mixa le cose di tutti i giorni ad una pazzia surreale, così tipica di lui. Abbiamo provato a catturare parte di quella pazzia anche nella nostra creazione. Dormont è tutto fuorché una cittadina ordinaria.

Bruno e ricardo cesteiro camel 101

Stranger Things è stata un’altra delle nostre più grandi ispirazioni. Abbiamo anche noi una realtà alternativa all’interno di Those Who Remain, qualcosa che sembra come una versione distorta del mondo reale. Entrambe le realtà sono connesse, e ciò che accade in una ha effetto direttamente anche sull’altra. Nonostante sia molto differente dal “Sottosopra” della sere Netflix, queste condividono alcune similitudini estetiche.

Ci sono anche delle influenze da alcuni film anni 80′, come The Fog di John Carpenter. Siamo dei geek della cultura horror, quindi leggiamo, giochiamo e guardiamo molto di questo materiale, che per forza di cose finisce a farci da ispirazione.

Infine, due giochi molto diversi che hanno spiritualmente ispirato Those Who Remain sono Alan Wake e Silent Hill.

Un’altra delle cose che abbiamo apprezzato è l’alternanza di luce e oscurità in termini sia di gameplay, sia di storytelling. Parlando del primo, possiamo aspettarci ulteriori approfondimenti durante il gioco?

Decisamente. La luce contro l’oscurità è una delle principali premesse del gioco, quindi qualunque cosa ruoterà attorno a questo. Ma man mano che il gioco procederà, le cose inizieranno a diventare sempre più complicate: differenti fonti di luce, creature che potranno camminare nella luce, luci difettose e così via.

Inoltre non dimentichiamo anche la realtà alternativa di cui parlavamo poco fa. In alcune situazioni il giocatore dovrà viaggiare dall’altra parte per riparare o risolvere qualcosa nel mondo reale. Questo aggiunge un altro strato di complessità ai puzzle e ci ha permesso di creare scenari interessanti e rompicapo intriganti da risolvere per i giocatori.

Ci sono possibilità che Those Who Remain arrivi sulle console di nuova generazione?

Tutto è possibile, ci piace dire che tutte le porte siano aperte, non si sa mai.

State già pensando all’implementazione della tecnologia del ray-tracing?

Onestamente, sappiamo che si trova proprio qui fuori, e sappiamo che potremmo “pompare” la qualità grafica, ma non avremmo il tempo di fare le appropriate ricerche a riguardo al momento. In ogni caso amiamo le nuove tecnologie e ogni cosa che può migliorare la qualità visiva, quindi se avremo l’opportunità, la coglieremo decisamente al volo.

Qual è la durata del gioco? Pensate che ci sarà un sequel?

Dipende dal giocatore e dal suo stile di gioco, ma quello che abbiamo visto fin ora rispecchia tra le 6 e le 9 ore. Non ci sarà un sequel diretto, dato che questo gioco si focalizza su Edward, e la sua storia finirà qui. Tuttavia c’è la possibilità di spostare l’azione su altri posti o personaggi. Senza sconfinare nel territorio dello spoiler, il fenomeno che affligge la cittadina fittizia di Dormont può interessare anche altri posti.

Provate a descrivere Those Who Remain con una sola parola.

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