Through The Darkest of Times - Recensione della versione console

Through The Darkest of Times – Recensione della versione console

Through The Darkest of Times è un titolo sulla Seconda Guerra Mondiale diverso dal solito. Non spareremo, ma resisteremo al regime nazista.

Through The Darkest of Times è una finestra oscura su una pagina molto buia della storia occidentale. Ci narra le vicende avvenute dopo che Adolf Hitler è diventato Cancelliere tedesco. Il titolo è stato sviluppato da Paintbucket Games ed edito da HandyGames, rilasciato prima su PC, ma ora arrivato anche su console (PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch). Il titolo ci mette nei panni di un soldato? Assolutamente no. Questo non è un tipico gioco di guerra che mostra la violenza nuda e cruda, anzi, Through The Darkest of Times ci mette nei panni di una persona qualunque, di qualcuno che ha, però, un’idea molto forte: bisogna fermare i nazisti. In un certo senso, potrebbe essere comparato a This War of Mine, visto che Through The Darkest of Times mette il giocatore nei panni di un fragile cittadino, piuttosto che in un Rambo a torso nudo e armato fino ai denti. Eppure, è proprio questa la bellezza di entrambi i titoli, ci mostra quanto fragili siamo e come, alla fine, spesso le situazioni estreme portino la gente a reagire, in qualche modo.

Resistenza

Appena Through The Darkest of Times verrà avviato, subito si entrerà nel mood, in quanto ci viene mostrato il setting di ciò che andremo a vivere. Una Germania che lentamente diventa nazista, un Adolf Hitler che da semplice uomo diventa Cancelliere e poi Führer. Ma noi, chi siamo? Una persona qualunque. Il nostro protagonista verrà generato casualmente, ma potremo cambiarlo finché sesso, nome, cognome, lavoro e orientamento politico (che avrà influenza sulla partita) non ci piacciono. Inoltre, c’è un minimo di personalizzazione. Potremo cambiare il colore degli occhi, forma del naso, capelli, accessori e gli abiti. Una volta creato il nostro avatar digitale, la nostra avventura come leader della resistenza inizierà. La storia inizia con Hitler che diventa Cancelliere tedesco, e sarà solo il primo di quattro “capitoli” che rappresentano le varie fasi della Germania nazista, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Non c’è modo di evitare il conflitto o la salita al potere del Führer, si sarà in balia degli eventi storici, cercando di nuotarci contro e, soprattutto, cercando di sopravvivere.

Noi e il nostro piccolo gruppo di compagni dovremo cercare di guadagnare popolarità alle spalle della polizia tedesca. La nostra partita andrà avanti settimana dopo settimana, dunque dovremo far fare determinate cose ai nostri compagni, come riscattare delle donazioni, parlare con i lavoratori oppure, più semplicemente, nascondersi. Sì, perché a volte sarà l’unica cosa da fare. Perché? Beh, in base alle azioni compiute, i membri del nostro gruppo verranno più o meno notati dalla Gestapo, il che significa mettere a rischio se stessi e l’intera resistenza. Infatti, durante la mia partita, è capitato che proprio il personaggio da me creato fosse arrestato, per il semplice motivo di essere un comunista.

Through The Darkest of TimesOvviamente, ogni membro ha le proprie caratteristiche (forza, segretezza, propaganda, sono solo alcune) e dunque bisogna anche pensare a chi mandare a fare cosa. Mandare un personaggio tutto muscoli a parlare con dei lavoratori, ad esempio, non gioverà sicuramente al gruppo. All’inizio di ogni settimana, vengono mostrati i titoli di giornale, con notizie storicamente precise, e ovviamente abbassano il morale del gruppo, se questo dovesse raggiungere lo zero, la partita è finita, così come finirebbe nel caso non si abbiano più dei supporter.

Empatia

Tuttavia il gioco non è solo pura strategia, ma anche empatia: potrebbe ad esempio capitare di vivere delle scene in cui si vede un ebreo anziano pestato e preso in giro dalle SA, e a quel punto cosa si fa? Si interviene? Si rimane in silenzio? Qual è la scelta migliore? Ed è anche a questo che gli sviluppatori (tedeschi) di Paintbucket si appellano, a quel senso di ingiustizia, di impotenza, che coloro che volevano sconfiggere il regime sicuramente percepivano. Come si fa a eliminare un regime totalitario e fedele, e far aprire gli occhi alla gente? Molte di quelle scene, nonostante un comparto grafico non fotorealistico, riescono a essere dei veri e proprio pugni allo stomaco.

A volte, invece, si incontreranno dei probabili alleati, ma come si può dire di voler sovvertire il regime, quando tutti ne sono complici? È certamente difficile capire di chi ci si può fidare. Dell’ubriacone che odia tutti, oppure di una signora qualunque, preoccupata perché il Reichstag è in fiamme? La scelta sta a noi e al nostro senso di empatia.

Through The Darkest of TimesCartoon ma dall’aria pesante

Lo stile grafico di Through The Darkest of Times è cartoon, i personaggi sono disegnati in modo quasi buffo, ma sono i colori a rendere tutto in linea col tipo di gioco che vuole essere la creazione di Paintbucket. Infatti, la maggior parte dei colori sono spenti, grigio e nero sono padroni. Gli unici colori che sono ben distinguibili sono quelli degli occhi e il rosso della fascia delle varie forze dell’ordine naziste. Una scelta molto coraggiosa, questa, e per un semplice motivo: rischia di annoiare. Se la storia non riuscisse a catturare il giocatore, vedere per ore e ore gli stessi colori, farebbe morire completamente la voglia di giocare. Nel nostro caso non è stato così. Inoltre, un altro difetto – ma solo per noi italiani – è l’assenza della localizzazione dei testi nella nostra lingua madre.

Per quanto riguarda gli effetti sonori e non solo, l’audio generale è davvero scarno, quasi vuoto. Non c’è molta musica e quelle poche tracce che ci sono risultano davvero gradevoli e alimentano il mood cupo di Through The Darkest of Times. Per quanto riguarda i vfx, sono semplici e ben realizzati. Lo stesso concetto vale per le animazioni, che nonostante siano applicate a modelli 2D e disegni da fumetto, sono decisamente ottime. L’uso delle due dimensioni è anche un’ottima scusa per far guardare i membri del gruppo in camera, così da far sentire al giocatore la pressione delle decisioni che sta prendendo, quasi come a dire “le nostre vite sono nelle tue mani“.

Vale la pena acquistare Through The Darkest of Times? Se vi piacciono gli strategici e la Seconda Guerra Mondiale, acquistandolo andrete sul sicuro. Il prezzo del titolo è abbordabile da tutti, che siate giovanissimi o un po’ più adulti. Al momento è disponibile a 14,99 euro, sia per console che per PC.

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Recensione
  • Through The Darkest of Times
    9Voto Finale

    Through The Darkest of Times è un titolo cupo, che punta molto di più sull'esperienza che sul gameplay, anche se questo non significa che sia un gioco semplice. Durante tutta la durata della partita si percepisce l'ansia di fallire e di essere oppressi. Questo grazie alla grafica 2D che pone i membri della "resistenza" con uno sguardo vuoto ma con la speranza che il giocatore li guidi alla vittoria. Fare la scelta giusta nei momenti di gameplay e durante le piccole scelte di dialogo e azione è qualcosa che fa percepire un minimo di quello che hanno dovuto sopportare tutti gli oppressi dal regime nazista. E anche se non possiamo cambiare la storia, possiamo vincere la battaglia e alzare in alto la bandiera della resistenza.

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