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Total War Rome II: Desert Kingdoms – Recensione

In questo uggioso marzo, ci scaldiamo con le nuove popolazioni del deserto!

Diversi anni fa imparavamo a conoscere il bellissimo Total War: Rome II, lo strategico a turni che dal 2013 cambiò le dinamiche della serie. A distanza di ben cinque anni oggi andiamo a scoprire cosa è cambiato con l’arrivo dell’ultimo DLC: Desert Kingdoms. Con l’uscita di questo interessante strategico Creative Assembly rivoluzionò, almeno in parte, il modo di produrre simili titoli, donando nuova linfa all’intero genere. Il nuovo concpet creato dalla software house venne poi utilizzato anche per gli altri titoli della serie come i vari Total War: Warhammer. Abbassando il livello di complessità generale e introducendo il nuovo sistema di turni, Total War: Rome II continua a divertire tantissimi giocatori e con l’uscita costante di nuovi contenuti è riuscito sempre a prolungare la propria godibilità generale. Il fattore turni aiuta a tenere sotto controllo l’obiettivo principale del gioco (la conquista del mondo) e la diplomazia ricopre un ruolo fondamentale per la prosperità del regno, oltre che per tenere lontani pericoli indesiderati dalle proprie terre. Questa piccola parentesi che ho aperto è utile sicuramente non ai veterani della serie ma a tutti quei giocatori che stanno cercando maggiori informazioni partendo proprio dall’ultimo contenuto aggiuntivo pubblicato. Ogni contenuto aggiuntivo uscito in questi lunghi cinque anni ha apportato diversi aggiornamenti, a volte riguardanti nuove campagne da affrontare molte volte invece sono state aggiornate le fazioni giocabili. In Desert Kingdoms, come si evince dal nome, ci mette di fronte a ben quattro nuove fazioni, tutte quante ovviamente d’origine desertica: Masesili, Nabatene, Saba e Kush.

HIC SUNT LEONES

I territori inesplorati dell’Africa centrale, anche per la grande e potente Roma, erano difficili da conquistare, sia per le condizioni climatiche impervie sia perché geologicamente troppo differenti dalla nostra amata penisola. Se quindi l’idea di conquista dei grandi Imperatori romani poteva sembrarvi un’idea difficile da realizzare è azzeccatissima per gli sviluppatori di Creative Assembly, che forse inquadrano una degli stili meno toccati e utilizzati del gioco. Molte volte l’aggiunta di nuove fazioni da utilizzare non cambia lo stile di gioco e quindi apporta una rivoluzione solamente in parte; se parliamo però dei nuovi Masesili, Nabatene, Saba e Kush la cosa cambia. In Total War: Rome II abbiamo imparato a nostre spese che far combattere i nostri eserciti su territori ostili non è affatto conveniente. Le truppe a nostra disposizione saranno soggette ad un logoramento continuo se impegnate a combattere con climi ostici e territori umanamente impraticabili. Nel corso delle varie campagne giocate fino ad ora affrontare nel proprio territorio le popolazioni del deserto era sempre difficile, con l’arrivo di questo nuovo DLC adesso la difficoltà non solo aumenterà, ma i regni desertici diventeranno molto più forti ed avranno a disposizione molti più armi di prima oltre che bonus notevoli. Adiamo ad analizzare ogni popolo che troveremo con l’arrivo del DLC.

– Masesili: questo nuovo regno è forse quello più difficile da utilizzare per i poco esperti, perché la posizione geografica poco confortante potrebbe portare molta pressione ai giocatori. Questo popolo è infatti stanziato nella Mauretania e nell’Africa nel Nord, sono praticamente attaccati alla gloriosa Cartagine. Grazie al grande divario di forza i giocatori più navigati potranno sicuramente trovare grande interesse in questa sfida, mettendo alla prova tutte le loro abilità. Caratteristica molto diffusa tra i popoli desertici è la grande abilità difensiva. Se in attacco potete vederli utilizzare armi leggere (grazie la clima che non permettere l’utilizzo di vesti pesanti) i Masesili sono fortissimi in difesa. Possiedono un bonus di riuscita pari al 50% degli agguati realizzati in territori desertici, un bonus che se sfruttato a dovere sarà praticamente imbattibile. Questo nuovo regno ha inoltre un grande vantaggio con la cavalleria leggere, che può essere armata di arco e frecce o altre armi da lancio, con le quali ha una frequenza di tiro aumentata del 12% dei tiri al minuto. Questa grande capacità di tiro unita alla difesa fanno dei Masesili uno dei regni del deserto più forti e divertenti da utilizzare.

– Nabatene: grandi più o meno come i primi si differenziano da loro per la conoscenza profonda del territorio. Questo regno oltre alla grande difesa può contare su bonus differenti dai Masesili, perché basati sulla costruzione. Anche loro però hanno dei vicini scomodi, come l’Egitto, e quindi portano sin da subito con loro un livello di sfida maggiore rispetto alle ultime due forze di questo DLC. Con i Nabatei, i giocatori dovranno iniziare subito con grande diplomazia ad accaparrarsi fedeli e potenti alleati, così da poter sfruttare i turni per creare imponenti opere di costruzione. Questo regno possiede un bonus pari al -20% sul costo della costruzione di edifici principali, sia nella capitale che negli altri insediamenti sparsi per il mondo. L’ultimo bonus conferito a questo popolo è di natura commerciale, ed incrementa del 15% gli introiti dovuti agli accordi commerciali stretti con gli altri regni. Questi due bonus fanno immediatamente intendere, di che natura sia il gioco con questo tipo di fazione.

– Saba: Questo regno è situato nella parte meridionale della penisola arabica. Il popolo di questo regno è pieno di grandi costruttori e di grandi marinai. I giocatori utilizzando questo regno inizialmente non dovranno pensare a vicini scomodi e godranno di terreni facilmente difendibili grazie alla posizione strategica del regno. Questo popolo godrà inoltre dello stesso bonus commerciale dei Nabatesi, quindi del 15% alle entrate dovute agli accordi commerciali, facendoli crescere in maniera rapida grazie ad un florido commercio. Il vero bonus di questo regno però è di natura militare perché godono di una riduzione del 25% ai costi di mantenimento delle truppe mercenarie, che gli garantisce un enorme potenza fisica e strategica nei combattimenti più difficili.

– Kush: L’ultimo regno che vi descriviamo è situato nel nord dell’Etiopia e come per i Sabatesi la vicinanza con l’Egitto può inizialmente portare una grande difficoltà. Questa nazione però sa difendersi benissimo e gode di grandi bonus militari, rendendoli forse la fazione desertica inizialmente più forte. Hanno un bonus del 10% sulla riduzione del declino della popolazione in schiavitù, mentre l’altro gli conferisce un ottimo 6% in più su tutti i danni inflitti da truppe munite di arco. Due bonus notevoli che rendono l’esercito di Kush molto più aggressivo rispetto agli altri del deserto.

Non solo nuove fazioni

Una delle più grandi novità di questo DLC è l’entrata in campo di personaggi femminili. Con questo non intendiamo che sono stati introdotti nuovi “campioni” o “spie” di sesso femminile. Da questo momento in poi le donne potranno ambire ad occupare ruoli di potere maggiori rispetto a prima, ovviamente ognuna dipendentemente dal popolo di appartenenza. La cultura del regno giocherà un ruolo fondamentale per questo, perché in base a questa le donne potranno entrare all’interno della politica o dell’esercito. Una delle cose belle è che i giocatori coraggiosi che decideranno di far entrare le donne nei centri di potere del proprio regno, dovranno affrontare alcuni malcontenti e piccole rivoluzioni che non faranno altro che allungare la dose di divertimento, creando nuove e inaspettate dinamiche. D’altronde, come non inserire questa simpatica feature, quando si decide di rilasciare ufficialmente questo DLC l’8 marzo in occasione della festa delle donne?

 

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Recensione
  • Total War Rome II: Desert Kingdoms
    8.5Voto Finale

    Questo ultimo DLC è all'altezza dei suoi predecessori se non anche meglio. L'aggiunta di quattro regni da giocare e visitare aumenta la godibilità del già longevo Total War: Rome II. Ognuno regalerà un'esperienza di altissimo spessore, e soprattutto diversa. Desert Kingdoms aggiunge qualcosa anche sul campo militare, perché gli eserciti saranno composti da unità si leggere, ma con un basso costo di mantenimento, così da poter vedere sul campo di battaglia degli eserciti infinitamente grandi. Inoltre l'aggiunta delle donne nei centri di potere vi regalerà qualche piccola ma interessante sorpresa.

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