fbpx

Una Serie di Sfortunati Eventi – Stagione 2: Recensione dei primi episodi della serie Netflix

Le vicende che vedono protagonisti i tre piccoli Baudelaire e il malvagio Conte Olaf sembrano non aver fine
  • Movie
  • Recensione
  • Una Serie di Sfortunati Eventi – Stagione 2: Recensione dei primi episodi della serie Netflix

È passato poco più di un anno da quando su Netflix ha fatto la sua comparsa la prima stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi, tratta dai romanzi di Daniel Handler, scritti sotto lo pseudonimo “Lemony Snicket” (nome anche del narratore interpretato da Patrick Warburton che ci illustrerà le disastrose vicende), che in Italia non ha proprio raggiunto un successo enorme, al contrario di quanto successo in America. Questa seconda stagione d’altro canto segna un cambio di marcia significativo, rendendo l’opera più intrigante e fruibile anche agli occhi europei. La storia narra le disavventure dei tre fratelli Baudelaire, giovani ma pieni di risorse, vittime del loro destino e della loro invitante eredità, dopo la scomparsa dei facoltosi genitori e dopo il rogo che ha ridotto in cenere la loro grande abitazione.

Questo nuovo ciclo riprende la narrazione esattamente da dove si era chiusa la prima stagione, ovvero con i piccoli fratelli Baudelaire costretti a frequentare una scuola “poco convenzionale”, e dove avranno a che fare – neanche a dirlo – con ulteriori problemi. Il cast principale della serie rimane invariato, con i tre fratelli Violet (Malina Weissman), Klaus (Louis Hynes) e Sunny (Presley Smith), alle prese con lo spietato e crudele Conte Olaf, interpretato dal famoso Neil Patrick Harris. Anche il resto del cast non presenta variazioni, se non con l’inserimento di personaggi più o meno interessanti, ma che sfortunatamente per i protagonisti non riescono ad incidere (almeno nella durata dei cinque episodi visionati) in modo determinante per la loro sicurezza. Un esempio lampante è la bibliotecaria della scuola, interpretata dalla bella Sara Rue.

Anche se il ritmo cambia, la seconda stagione riesce a mantenere salde le caratteristiche identitarie della serie: il senso di stupore sugli improbabili travestimenti del Conte Olaf – e di come sia ancora più improbabile che nessuno lo riconosca – oppure le assurde situazioni, i luoghi fuori dall’ordinario, e il forte senso di esagerazione stilistica. La lentezza viene quindi sostituita dai contenuti, serviti come da copione in modo bizzarro, e con dei colpi di scena che riescono nel loro intento. Decisivo nell’arco narrativo di questa nuova stagione, il supporto di personaggi secondari che nella prima hanno svolto il ruolo di semplici comparse, ma soprattutto per la prima volta abbiamo la palpabile sensazione che la società segreta sia ancora in piedi, e possa agire in qualche modo… che abbia successo oppure no.

A caricare ulteriormente di interesse la trama di questi nuovi episodi, è senza dubbio l’entrata in scena dei due fratelli Duncan e Isidora Quagmire, fanciulli che condividono lo stesso atroce passato dei protagonisti.

I fili che conducono la trama rimangono sempre e comunque il mistero, l’ignoto, e il desiderio di ottenere spiegazioni che puntualmente non arrivano. Anche in questo caso la struttura degli episodi è rimasta la stessa, con filoni di due puntate da un’ora che, quasi autoconclusivi, segnano vari giri di boa e praticamente sempre un cambio di location (e di tutore per i nostri sfortunati Baudelarie).

Vi ricordiamo che la seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi debutterà su Netflix il 30 marzo.

Le cuffie HyperX Cloud II sono disponibili a un prezzo imbattibile su Amazon.

Torna disponibile a un prezzo stracciato l’Intel Core i7-10700F, ecco il link per acquistarlo.

Recensione
  • Una Serie di Sfortunati Eventi
    8.2Voto Finale

    Incrementando il passo, la seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi riesce a guadagnare quell'appeal necessario ad un'opera a episodi per mantenere vivo l'interesse dello spettatore. Le ottime interpretazioni del cast riescono a tenere banco anche grazie alle assurdità e alle esagerazioni che come vogliono i romanzi vengono accentuate. Le scelte ed i tempi registici riescono quindi a conferire quel poco di smalto che mancava per rendere godibile - e frustrante allo stesso tempo - la sfortunata storia dei giovani fratelli Baudelaire.

    ISCRIVITI ALLA NOSTRA

    Login
    Loading...
    Sign Up

    New membership are not allowed.

    Loading...