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Urban Trial Freestyle 2 Recensione

Non sono un amante delle moto, quando poi si parla di motocross allora il mio livello di disinteresse sale alle stelle. Forse è proprio questo il motivo per cui Urban Trial Freestyle 2 mi ha sorpreso: è infatti riuscito a coinvolgermi e a farsi apprezzare nonostante il mio scetticismo iniziale. Per chi non conoscesse il genere, in questa tipologia di giochi bisogna affrontare un percorso ad ostacoli, partendo da un punto A per arrivare al punto B, sfruttando la fisica e l’equilibrio in sella alla nostra moto ed arrivando sani e salvi al traguardo finale.

La velocità non è tutto

Non proprio il genere di videogiochi per cui vado matto, per usare un eufemismo, eppure sin dal menù iniziale Urban Trial Freestyle 2 ha attirato la mia attenzione: noto subito come l’effetto 3D della console sia sfruttato davvero magistralmente, seppur non influisca minimamente ai fini del gameplay. Nonostante una leggera confusione iniziale, vista la presenza di tante piccole icone in cui destreggiarsi, si riesce senza troppa fatica a buttarsi in pista e iniziare i primi tracciati. Il level design è buono, con piste ben congegnate e location varie: si va dai quartieri tipici americani, alle discariche, fino ad arrivare ai parchi e alle fabbriche, tutte ottimamente realizzate e con una fisica abbastanza realistica. E’ importante non affidarsi al solo acceleratore per proseguire nel percorso: così facendo si evita infatti di andare troppo veloce e ritrovarsi con la faccia incastrata in qualche muro (letteralmente) e dover ripetere il tutto. Fortunatamente ogni tot metri percorsi sarà presente un checkpoint e inoltre, nel caso ci rendessimo conto di aver sbagliato l’approccio, potremo ripetere l’ultima sessione del tracciato quando vogliamo, rendendo così la cosa meno frustrante. Sfortunatamente (troppo) spesso non potremo capire anticipatamente che velocità raggiungere per superare l’ostacolo, visto che l’inquadratura poco in prospettiva non permette una visuale molto ampia.

Un garage pieno di cose da fare

Urban Trial Freestyle 2 offre davvero molti contenuti e ciò è davvero apprezzabile: oltre ai 40 tracciati (otto per ognuna delle cinque aree) affrontabili sia in time trial che nella semplice modalità in cui basta raggiungere il traguardo (con un punteggio da 1 a 5 stelle in base a quanti errori commettiamo e al punteggio finale), abbiamo la possibilità di personalizzare il nostro biker spendendo il denaro facilmente accumulabile; va però detto che la varietà del vestiario è molto limitata. Sono anche disponibili vari tipi di moto ognuna con caratteristiche diverse che variano su velocità, maneggevolezza e accelerazione: nessuna di queste in realtà è migliore di altre, starà al vostro stile di gioco decidere quale fa più per voi. Davvero degna di nota è la modalità di creazione dei tracciati: è possibile infatti, con diversi elementi (alcuni anche fuori di testa) dare vita alle proprie idee e ottenere un codice per condividere il proprio tracciato con gli amici.

Motori rombanti e tirati a lucido

Quello che ci troviamo di fronte non sarà un titolo memorabile in quanto a comparto tecnico, ma in funzione al tipo di gioco è davvero ottimo: seppur i modelli poligonali siano molto semplici, il tutto funziona bene e le ambientazioni sono ben realizzate, con texture definite e anche effetti di luce sulle superfici degne di nota. Davvero ben implementato l’effetto 3D, nonostante non sia utile ai fini del gameplay, separa bene il primo piano, in cui tutto il gioco effettivamente si svolge, e lo sfondo urbano; sottotono invece il comparto sonoro: abbiamo pochi effetti oltre al continuo rombare della nostra moto, e la soundtrack non spicca certo per originalità, seppur le musiche rock anni ’80 accompagnino il tutto egregiamente.

In conclusione, Urban Trial Freestyle 2 mi ha sorpreso in positivo; complice magari l’essere non amante di questo genere, immagino sia difficile intrattenersi con lunghe sessioni di gioco senza che la noia arrivi presuntuosa, ma portare a termine tutti i tracciati, soprattutto se il vostro obiettivo è quello di ottenere il massimo delle valutazioni, vi porterà via molto tempo. Se si chiude un occhio all’eccessivo “trial and error”, dovuto soprattutto ad una visuale che non aiuta molto, e si tiene l’altro occhio aperto per ammirare una grafica ben realizzata, allora la valutazione non può che essere positiva.

Modus Operandi: ho portato a termine tutti i quaranta tracciati, senza però raggiungere il pieno punteggio.

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