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Xbox Series X, PlayStation 5 e i problemi di memoria

Xbox Series X e PlayStation 5 sono pronte a sbarcare ma con un carico di dubbi in merito alla memoria disponibile per gli utenti.

In principio vi erano i floppy disk. In seguito apparvero i CD-ROM e le cartucce di gioco che contenevano i salvataggi dei nostri amati titoli. Poi, con la generazione che vide il debutto di SEGA Dreamcast e PlayStation, emersero le memory card, piccole periferiche che avevano il solo scopo di preservare i nostri progressi. Con l’arrivo di Playstation 3, Xbox 360 e le successive console che usiamo (e useremo), le memory card sono finite nel cassetto dei ricordi in favore dei ben più capienti e prestanti hard disk. Xbox Series X, Series S e PlayStation 5 sono le piattaforme di gioco di nuova generazione che arriveranno sul mercato nel prossimo mese di novembre ed entrambe beneficeranno di dischi rigidi di ultima generazione a stato solido, velocissimi, dalle elevate prestazioni e capienti… forse. Questo approfondimento vuole fare luce sulle soluzioni adottate da Microsoft e Sony e ragionare sull’effettiva convenienza nel disporre di 512 gigabyte (su Xbox Series S), di 1 terabyte (su Series X) e 825 GB (su PlayStation 5).

L’evoluzione dei giochi e il gigantismo progressivo

Dai tempi di PS3 e Xbox 360, i giochi hanno cominciato a mutare. Se con PS2 bastava acquistare il disco per avere il gioco completo e definitivo (con tutti i problemi del caso come, ad esempio, i bug irrisolvibili), la generazione successiva ha introdotto gli aggiornamenti e i DLC scaricabili che, incrementando lo spazio di archiviazione occupato sul disco rigido, hanno iniziato a far ragionare i giocatori su quali giochi mantenere installati e, soprattutto, quale versione della console acquistare. Infatti, specie per quanto riguarda PS3, erano diversi i tagli di memoria disponibili all’acquisto. La console Sony era infatti acquistabile in vari tagli, i cui più famosi erano quelli da 256 e 500 gigabyte e che, considerando la grandezza media di un gioco PS3 pari a 15 gigabyte, risultavano sicuramente i più funzionali.

Xbox Game StudiosCon l’aumentare della complessità dei titoli e della mole di aggiornamenti e contenuti scaricabili messi a disposizione dalle software house, tali formati di memoria hanno cominciato a mostrare i primi, grandi problemi con l’avvento di Xbox One e PlayStation 4. Le due console, nelle versioni con hard disk da 500 gigabyte, hanno spesso e volentieri costretto i giocatori a dover scegliere quale titolo mantenere e quale eliminare, a causa del “gigantismo progressivo che ha contraddistinto i videogiochi dell’attuale generazione. Infatti, la grandezza media di un gioco PS4 o Xbox One varia dai 35 ai 55 gigabyte che, unita ad aggiornamenti e contenuti aggiuntivi, riesce a superare tranquillamente i 60 GB. Call of Duty: Modern Warfare è l’esempio negativo per eccellenza in tal senso.

Il celebre titolo bellico di Activision, uscito nel 2019 su PC, PS4 e Xbox One, è in grado di occupare oltre 160 GB di memoria sulle due console e solo 12 di questi sono riconducibili alla presenza del battle royale free to play Warzone. Una mole impressionante di spazio occupato che ha spinto in molti a sperare che i titoli next-gen vengano sviluppati anche nell’ottica di evitare situazioni analoghe. Speranze che, almeno nel caso di Xbox Series X e S, sembrerebbero essere state in parte esaudite. Infatti, i titoli per la piattaforma di Redmond permetteranno di disinstallare in maniera selettiva alcune porzioni del gioco allo scopo di liberare spazio in memoria.

Gli SSD di Xbox Series X|S e PlayStation 5

Microsoft e Sony per le loro nuove piattaforme di gioco hanno entrambe optato per la soluzione degli hard disk a stato solido (SSD), i quali permettono di sfruttare al massimo le caratteristiche dei giochi creati per la nuova generazione. A differenza dei normali hard disk con disco magnetico, gli SSD non dispongono di parti mobili che possono rompersi o provocare rumore, Inoltre, questa tipologia di dispositivi è caratterizzata da una ridottissima probabilità di frammentare i file e da una velocità di lettura/scrittura decisamente superiore all’altra tecnologia. Come detto, gli SSD saranno presenti già di base all’interno delle nuove piattaforme di gioco e, com’era prevedibile, trattasi di unità decisamente performanti.

Xbox Series X SSDIniziamo da quello presente su PlayStation 5, il quale si caratterizza per una serie di modifiche realizzate ad-hoc dagli ingegneri di Sony volte soprattutto a incrementare quanto il più possibile le prestazioni. Infatti, la larghezza di banda dell’SSD di PS5 raggiunge come picco gli 8 gigabyte al secondo, a differenza dell’hard disk meccanico di PS4 che arrivava al massimo a 100 megabyte al secondo. Una grande differenza tra le due tecnologie riguarda inoltre la velocità con la quale il disco rigido trova i dati di cui ha bisogno. Nell’hard disk di PS4 vi era una duplicazione dei dati, in quanto la velocità della testina meccanica nel recuperare i file dal disco Blu-Ray era piuttosto lenta e quindi, per velocizzare la ricerca, era conveniente fare in modo che tali dati fossero presenti in centinaia di copie per essere più facilmente individuabili. Tale escamotage ovviamente si traduce in una ridondanza di file che fanno lievitare lo spazio occupato da un software. Sull’SSD di PS5 invece i contenuti verranno ricercati solo nel momento in cui saranno effettivamente necessari e, grazie all’elevata velocità di trasferimento e alla ridottissima latenza, i dati potranno essere richiesti quasi istantaneamente, rendendo di fatto inutile la duplicazione, con un potenziale risparmio in termini di spazio occupato sul disco.

Altrettanto prestante è l’SSD che si trova all’interno di Xbox Series X e della sorella minore Series S. Microsoft ha sviluppato una serie di tecnologie proprietarie che, raggruppate sotto la dicitura Xbox Velocity Architecture, consentono di ottenere tempi di caricamento ridottissimi. Il modello montato sulle nuove console dell’azienda di Redmond dispone di una velocità di trasferimento massima di 6 gigabyte al secondo che, pur essendo leggermente inferiore rispetto a quella garantita dall’SSD di PS5, lo rende circa 40 volte più veloce rispetto a quello di Xbox One. Così come perseguito da Sony, l’obiettivo di Microsoft nel progettare il funzionamento dell’SSD di Xbox Series X|S era quello di ridurre la latenza e disporre dei dati solo nel momento in cui effettivamente servono. Grazie inoltre a un algoritmo dedicato, denominato BCPack, la compressione delle texture permette di poter ottimizzare la dimensione dei giochi e ridurre lo spazio da loro occupato. Insomma, pur seguendo strade diverse, Sony e Microsoft hanno puntato al raggiungimento dei medesimi obiettivi.

Di quanto spazio effettivamente disporranno gli acquirenti delle due console? 

A questa domanda sia Microsoft che Sony non hanno fornito una risposta ufficiale ma solo pochi giorni fa alcune indiscrezioni hanno reso noto il quantitativo di spazio di archiviazione disponibile offerto dalle loro console. In base a quanto emerso dalla rete, la situazione più critica sembrerebbe presentarla PlayStation 5, la quale offrirebbe solamente 664 GB di storage a disposizione sugli 825 totali. Un quantitativo di memoria decisamente limitato, specie per la versione Digital Edition. Xbox Series X invece offrirà ai propri utenti 802 GB, con Series S che, alla luce di quanto appena detto per la sorella maggiore, dovrebbe garantire un po’ più di 300 GB di archiviazione. Considerando la grandezza dei giochi, sembra inevitabile quindi che gli utenti delle due piattaforme debbano in futuro dotarsi di un supporto capace di espanderne la memoria e, ovviamente, i due colossi hanno pensato a una soluzione.

Come accaduto per gli SSD, i due produttori hanno puntato a raggiungere il medesimo obiettivo ma percorrendo soluzioni diverse. Microsoft, in partnership con Seagate, ha realizzato un SSD esterno sviluppato ad-hoc per funzionare sia su Series X che su Series S. Sony invece ha dotato la sua console di una porta standard NVMe alla quale collegare altri SSD esterni. Entrambe le soluzioni richiederanno comunque un certo esborso di denaro agli utenti, specie nel caso di Microsoft, in quanto l’SSD specifico per la console costa 249,99€ ovvero 50 euro in meno rispetto a Series S.

PlayStation 5Alla fine di questa disamina è giusto trarre alcune importanti conclusioni. Se da una parte vi è stato un importante passo in avanti a livello tecnico per quanto riguarda la tecnologia impiegata per i dischi rigidi che si tradurrà in un sensibile incremento delle prestazioni, dall’altro non è stato registrato – almeno allo stato attuale – un deciso miglioramento per quel che riguarda invece lo spazio a disposizione degli utenti che, al contrario, sembrerebbe essere diminuito rispetto alla generazione precedente. Le console All-Digital, in cui l’intero peso del gioco grava sull’hard disk, senza un’espansione di memoria potrebbero obbligare gli utenti a installare e disinstallare di continuo i titoli. Con le console probabilmente vendute in perdita, è inevitabile che il costo degli accessori si impenni e il fatto che, alla luce di quanto esposto, sarà facile saturare l’archivio interno delle console, non è sicuramente piacevole dover mettere in conto l’acquisto di un’espansione di memoria già prima di acquistare la console.

Come mitigare allora questo problema? In attesa di conoscere eventuali soluzioni messe a punto dalle due aziende, il consiglio che possiamo dare a coloro che punteranno forte sulla retrocompatibilità delle console è quello di acquistare un hard disk meccanico sul quale installare i giochi PlayStation 4 o Xbox One, in quanto i titoli next-gen richiedono una tecnologia superiore. Non resta a questo punto che attendere informazioni ufficiali per scoprire se (e come) Microsoft e Sony risolveranno quello che, all’alba della next-gen, potrebbe rivelarsi in futuro un problema critico per le loro nuove ammiraglie.

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