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Xbox Series X senza esclusive per 2 anni – Ecco i risvolti della scelta di Microsoft

Nuove sorprese movimentano le notizie sulla Next-Gen
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Dopo l’annuncio della nuova console di Microsoft, Xbox Series X, nuovi rumor e notizie sono emersi in massa nel corso delle ultime settimane. L’hardware è stato infatti mostrato ai The Game Awards 2019, in quanto Microsoft ha deciso di giocare in anticipo rispetto a PlayStation 5 – prendendo un’importantissima iniziativa riguardante il campo della comunicazione – e fornendo al pubblico dei dettagli estremamente vitali. Abbiamo parlato di tutto quello che sappiamo su Xbox Series X in uno specifico articolo, e della particolare tecnologia Variable Rate Shading in questo mirato testo di approfondimento, a cui potete accedere attraverso il seguente link.

Tuttavia, non sono i lati meramente tecnici che vogliamo approfondire quest’oggi, perché una recentissima notizia di Microsoft è riuscita a sconvolgere il pensiero del mercato e merita di sicuro di essere chiarita. Come abbiamo infatti riportato in questa notizia, Xbox Series X non presenterà alcuna esclusiva nel suo primo anno di vita, e forse questa particolare situazione potrebbe addirittura prolungarsi fino al successivo. Nonostante appaia estremamente nera e catastrofica, questa determinata scelta è stata particolarmente fraintesa nelle varie discussioni, in quanto presenta delle interessanti sfumature ed alcune piccole chicche che vanno senza alcun dubbio precisate: siamo qui per questo!Halo Infinite

Che Succede con Xbox Series X?

Chiariamo innanzitutto le basi di questa controversa situazione: non è vero che non usciranno first-party Microsoft per due anni dall’arrivo di Xbox Series X. Molto più semplicemente tutti titoli delle software house che formano gli Xbox Game Studios produrranno dei giochi che – oltre che ad approdare su PC – non si fermeranno semplicemente alla Next-Gen. Sembra inoltre che in questo ragionamento siano comprese tutte le attuali versioni di Xbox One, e che di conseguenza Xbox One X non sarà certamente l’unica a poter supportare i titoli pensati per la prossima generazione. Tuttavia questo vale approssimativamente per i primi due compleanni di Xbox Series X, potrebbe succedere che con i titoli a venire alcuni giochi riescano ad arrivare sull’attuale console più potente del mondo, sfruttando ogni briciolo della sua potenza attualmente invidiabile, ma che debbano rinunciare alle altre versioni di Xbox One.

Semplicemente, riassumendo il concetto, Microsoft svilupperà nei prossimi anni titoli first-party che non si limiteranno ad Xbox Series X ed al mondo del PC gaming. In qualunque caso ciò non vuol certo dire che chiunque attualmente possegga una console della famiglia Xbox One possa stare del tutto tranquillo. La casa di Redmond vuole infatti ammorbidire il cambio generazione con ogni suo mezzo possibile, ma non nega che questo prima o poi diventerà necessario e avverrà definitivamente. Se per alcuni utenti questa notizia è risultata come una manna dal cielo, per il parere di altri la catastrofe è già stata preannunciata e Microsoft fallirà senza alcun dubbio anche nella prossima generazione. Mettendo da parte i presagi ed il pessimismo è invece il caso di fare un’analisi più accurata, considerando tutte le sfaccettature che compongono quest’enorme quadro generale

Cuphead

Ammorbidire le generazioni

Chiunque non sia un giocatore estremamente giovane ricorda senza dubbio con facilità l’inizio dell’attuale generazione videoludica. Nonostante il nuovo hardware fosse arrivato nelle case di molti, lo stesso non era purtroppo affermabile dal punto di vista software. Alcuni titoli erano già approdati sulla Next-Gen di allora, ma parliamo di giochi che non risultarono essere tanto memorabili come quelli che abbiamo visto negli ultimi anni, ed in alcuni casi non riuscirono a reggere il confronto neanche con la generazione precedente.

L’obiettivo di Microsoft? Far sì che con Xbox Series X questa situazione non si ripeta. Tuttavia si tratta senza dubbio di una manovra piuttosto dispendiosa in tempo e denaro, in quanto gli sviluppatori dovranno lavorare per dei titoli che riescano a girare su due piattaforme molto diverse per la questione della potenza. È inoltre necessario che le opere di lancio della Next-Gen siano in grado di mettere in mostra i muscoli dei nuovi hardware, tra Ray Tracing ed un miglior comparto grafico, e la compatibilità verrà probabilmente resa possibile grazie a degli importanti downgrade tecnici.

La situazione si pone anche nel verso contrario però, in quanto Xbox Series X sarà dalle premesse retrocompatibile al 100% con le precedenti generazioni targate Microsoft, e con ottime probabilità riuscirà anche a migliorare la resa generale dei vecchi titoli. Parliamo dei probabili 60 fotogrammi al secondo per ogni opera e delle nuove SSD, le quali potrebbero con ottime probabilità azzerare i tempi di caricamento e migliorare ogni esperienza. In questo modo chi si accaparrerà la Next-Gen nel suo primo ciclo vitale potrà comunque avere innanzi a sé un parco titoli estremamente vario ed espanso, e allo stesso tempo Microsoft si garantirà delle remastered già pronte, che non necessiteranno quindi di ulteriore lavoro per ogni singolo videogioco.

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Il rischio del fallimento di Xbox Series X

Anche se i lati positivi appena elencati sono tutt’altro che indifferenti, questo non significa che Microsoft stia al giorno d’oggi facendo un grandissimo salto nel buio. Anche se la casa di Redmond vede una luce particolarmente brillante alla fine del tunnel, questo non vuol dire che la situazione finirà esattamente come previsto. Degli spiacevoli inconvenienti potrebbero iniziare a far capolino, in quanto queste scelte sono fortemente rischiose ed allo stesso tempo imprevedibili.

Abbiamo innanzitutto a che fare con un possibile rischio legato alle esclusive che vedremo su entrambe le generazioni, il quale ci fa porre una domanda: come faranno i titoli Next-Gen a girare sulla famiglia di Xbox One? Come già detto in precedenza potrebbe trattarsi di un downgrade grafico, ma gli sviluppatori avrebbero la possibilità di iniziare a fare dei consistenti – e non individuabili dai consumatori – tagli già sulla nuova generazione, per favorire poi il loro stesso lavoro di porting.

Bisogna inoltre considerare che alcune soluzioni potranno essere messe in atto solamente con il nuovo hardware, e finché la famiglia di Xbox One sarà ancora in circolazione non riusciranno ad essere sdoganate. Parliamo ad esempio di comparti grafici brevettati esclusivamente per funzionare con il Ray Tracing, che si mostrerebbero magnifici con quest’ultimo ed orrendi senza di esso, ma anche di importanti soluzioni legate al game design. Le nuove SSD potrebbero garantire agli sviluppatori la possibilità di creare degli scenari fortemente dinamici, i quali cambierebbero in corso d’opera a gran velocità e permetterebbero un istantaneo alternarsi di atmosfere e situazioni.Phil Spencer

Ultimo, ma non certamente per importanza, bisogna considerare che a livello comunicativo Microsoft sta sminuendo fortemente il valore di Xbox Series X ancora prima della sua uscita. Se PlayStation 5 conterrà dei titoli compatibili solamente con quest’ultima, gli utenti Sony saranno senza alcun dubbio spinti ad effettuare immediatamente il cambio generazionale. Considerando poi una retrocompatibilità hardware che la divisione PlayStation potrebbe presto annunciare per vie ufficiali, il rapporto di console vendute tra le due case finirebbe per essere schiacciante in favore di Sony. Microsoft sta invece permettendo a coloro che sono già suoi utenti di non passare alla Next-Gen. Se da un lato questo è un fortissimo segno di rispetto, dall’altro risulta essere una diminuzione del proprio valore percepito. Gli utenti già in possesso dell’hardware attualmente in commercio faranno una scelta con maggior facilità, e questa non sarà probabilmente a favore della casa di Redmond. È in questo caso necessario considerare anche che questa situazione rientra nelle politiche di Microsoft, la quale si mostra particolarmente coerente in merito.

Un’assoluta coerenza nella politica di Microsoft

Già nell’attuale generazione, Microsoft ha dimostrato di avere a cuore il software più dell’hardware, e di dare estrema precedenza alla vendita di videogiochi e servizi – su diverse piattaforme anche non proprietarie – rispetto alle console. Questa è riuscita infatti a proporre delle interessantissime offerte per i consumatori, dall’Xbox Game Pass all’imminente Project XCloud, ma è stata a dir poco schiacciata dai numeri che Sony PlayStation si è invece assicurata.

Tra dubbi e speranze non ci resta adesso che aspettare ulteriori informazioni sulla prossima generazione. Riuscirà Microsoft a risultare vincitrice con le proprie idee sul mercato o finirà per essere nuovamente soppressa dall’estrema potenza che la sua controparte possiede sul mercato? La casa di Redmond è in realtà molto più potente a livello economico rispetto a Sony, ed un fallimento della divisione Xbox non sarebbe in fin dei conti completamente tragica rispetto a quanto finirebbe per esserlo per PlayStation.

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