Battle Chasers: Nightwar Recensione

Battle Chasers: Nightwar Recensione

Thq Nordic sorge dalle ceneri della sua precedente incarnazione, per portarci in un mondo nuovo con il sapore di antico che vive nelle console...


Thq Nordic sorge dalle ceneri della sua precedente incarnazione, per portarci in un mondo nuovo con il sapore di antico che vive nelle console odierne: abbiamo visto in questi giorni infatti come, in un genere o nell’altro, ci sia quasi un ritorno all’inizio, la voglia di riscoprire le origini dei giochi, pensati e sviluppati alla vecchia maniera. Battle Chasers: Nightwar arriva in sordina sugli scaffali di tutto il mondo: sarà riuscito questo tripla I a convincerci? Ecco la nostra recensione!

Origini Incompiute

La storia che ci si dipana davanti è quella di un gruppo scapestrato di personaggi che per un motivo o per un altro si ritrovano insieme ad affrontare un viaggio verso i confini del mondo! Gully ha misteriosamente perso il padre, scomparso in circostanze poco chiare, Garrison è un leggendario spadaccino che fu addestrato da Red Monika la cacciatrice di taglie più sexy che ci sia, Knolan un potentissimo mago ultracentenario che dopo la scomparsa di Aramus, padre di Gully, prese quest’ultima sotto la sua ala. Ultimo, ma non per importanza, troviamo Calibretto, l’ultimo dei wargolem, una razza ormai estinta: nonostante il suo aspetto, è gentile e pacifico. Il piano di Joe Madureira è iniziato nel lontano 1998, con una storia a fumetti ben scritta ed articolata e la serie si è protratta fino al 2001 dove riscontrò dei problemi di pubblicazione. Fu poi definitivamente accantonata dopo la scelta di Madureira di passare dall’industria della carta stampata a quella del gaming. Il comparto storia ruota intorno alla scoperta, al mistero e alla voglia di cercare ciò che è andato perduto: non è il caso di gridare al miracolo, ma quanto meno il pretesto per “cercar battaglia” non è puramente casuale.

Battle Chasers: Nightwar

Anticamente Nuovo

Il gameplay di Battle Chasers: Nightwar è particolare quanto conosciuto: diciamo che prima di entrare in missione affrontiamo una mappa con visuale dall’altro e percorsi definiti, attraversando foreste e piccoli insediamenti con naturalezza e semplicità; possiamo scegliere il percorso per arrivare al nostro obiettivo, ma comunque le strade saranno definite e i nemici ben evidenziati sulla mappa. Raggiunto il punto della nostra missione, inizierà un dungeon che cambierà l’assetto della telecamera, passando a una bellissima visuale isometrica, con un perfetto cellshading che arricchisce di colori il titolo. Nel dungeon dovremmo risolvere enigmi, scovare tesori o pescare! Non mancheranno le battaglie, vero fulcro del gameplay: i nemici, una volta incontrati, vi attaccheranno con un sistema di ruolo a turni, costringendo il nostro party di soli tre membri a fronteggiare ondate di avversari, sempre tre alla volta. Ogni eroe che schiererete avrà due specializzazioni peculiari: ad esempio il golem Calibretto può essere usato come il curatore della squadra, forte di cure ad area e rimozioni di status alterati oppure; alternativamente potremmo usarlo come una micidiale macchina da guerra che che trancia i nemici con una mitragliatrice al posto del braccio sinistro. Il bello del gioco sta nel fatto che, come accadeva in passato, ogni livello del personaggio va sudato, conquistato a fatica ed ogni abilità che viene sbloccata non dipenderà dal giocatore: le abilità sbloccabili livellando sono predeterminate; l’unica scelta che potrete compiere, sarà quella di potenziare l’abilità ottenuta oppure lasciarla li in lista. Potrete creare personaggi ibridi, ovvero non specializzati in un unica azione, oppure propendere per dei veri “master” in una determinata caratteristica (nel caso di Gully, potrebbe diventare un impenetrabile Tank per la squadra oppure un velocista scatenato che colpisce con forza e velocità il nemico); altra sfumatura del gameplay di combattimento sono gli status alterati: potrete infliggere agli avversari status come “Rottura” con Calibretto, che rende il nemico debole in difesa, mentre al turno successivo, una determinata abilità di Garrison potrebbe dire ad esempio “infligge 300 danni al nemico, se il nemico ha subito Rottura, infligge anche status sanguinamento”; l’unico limite è la vostra fantasia in quanto potrete cambiare le specifiche di ogni eroe al di fuori del combattimento in ogni momento. Ultime due caratteristiche del combattimento sono le abilità Ultra: una barra comune a tutta la squadra si alimenterà ad ogni azione che compirete e, forte di tre step, vi permetterà di scegliere quanta energia consumare e quale delle tre abilità Ultra effettuare con l’eroe da voi scelto; poniamo il caso che abbiate tutto il team affetto da Sanguinamento e Veleno, il primo step dell’ultra del golem vi risolverà il problema, rimuovendo due status alterati e curando di poco la squadra mentre magari Garrison con il secondo step potenzierà il gruppo garantendo colpi critici per breve tempo. Ultima sfumatura interessante di gameplay, sta nell’Overload: ogni personaggio colpendo i nemici, potrà cumulare un punteggio che si azzererà a fine combattimento; questo vi permetterà di pagare il costo di mana delle vostre abilità senza intaccare la vostra riserva di energia, inoltre, con alcune abilità specifiche potrete mantenere questo punteggio tra uno scontro e l’altro.

Notte Di Battaglia

Battle Chasers: Nightwar è un titolo di tutto rispetto, uscito a prezzo budget e sinceramente anche molto in sordina: merita molto di più di quello che gli è stato dato. Il gioco non soffre di particolari difetti, anzi devo dire che è un ottimo mix di quello che ci si aspetta oggi da un RPG a turni e di quello che era in passato: potrete equipaggiare i vostri eroi, cambiarne l’aspetto, utilizzare banchi di lavoro per incantare armi, armature, ninnoli e creare pozioni ad arte. La colonna sonora non è da Premio Oscar ma fa il suo dovere, mentre il comparto estetico è davvero sublime, con dettagli in 2.5D davvero di livello, specialmente per quanto concerne in character design di ogni nemico, mai banale e trascurato: non per niente parliamo di Joe Madureira.
Il gioco non piacerà a tutti, forse per la poca “libertà” che lascia al giocatore: in un epoca dove il free roaming sembra aver preso il sopravvento, questo titolo pare aver compreso che la liberà la si può trovare solo nelle regole.

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