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Big Rumble Boxing: Creed Championship – Recensione, uno scontro generazionale

Abbiamo giocato alla versione Nintendo Switch di Big Rumble Boxing: Creed Championship, e ora siamo pronti a parlarvene in questa recensione.

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Tutte le volte che si menzionano i tie-in videludici di determinati franchise cinematografici, vengono subito alla testa i diversi tentativi falliti del passato che hanno varcato gli schermi di moltissimi videogiocatori e appassionati. Perfino Sylvester Stallone non è stato lontano da produzioni di questo tipo, basti pensare al famoso Rambo: the videogame, il poco apprezzato The Expandables 2 videogame o i diversi titoli prodotti nell’epoca degli otto e sedici bit come Judge Dread o Demolition Man. In particolare, la serie di Rocky ha da oltre quarant’anni una carriera videoludica di tutto rispetto, partita ai tempi del leggendario ColecoVision fino ai giorni nostri con i titoli basati sui film di Creed. Non sorprende quindi vedere come, nel 2021, i ragazzi di Survios hanno realizzato un videogioco basato proprio su questo universo narrativo, un prodotto che in teoria vuole unire fan di diverse generazioni per farli divertire con personaggi che li hanno accompagnati nel corso di una intera vita. In questa recensione cerchiamo quindi di scoprire se il lavoro compiuto in Big Rumble Boxing: Creed Championship riesce a completare il suo modesto, ma difficile, obbiettivo.

Il ritorno sul ring

Prima di cominciare a parlare dettagliatamente del gioco, bisogna vedere una piccola ma breve storia del team di sviluppo. Fondata nel 2013 a Los Angeles, sin da subito Survios ha mostrato le sue potenzialità concentrandosi su videogiochi per la realtà virtuale come Raw Data, ElectronautsBattlewake. I loro lavori non sono passati inosservati, e dopo aver vinto diversi premi del settore sono riusciti a firmare un contratto con MGM per realizzare Creed: Rise to Glory. Rilasciato nel 2018 su diverse piattaforme per realtà virtuale, l’opera in questione ha riscontrato sia dal pubblico che dalla critica un parere estremamente positivo per l’ immersivo gameplay . Probabilmente è per questo motivo che sempre loro hanno sviluppato questo Big Rumble Boxing: Creed Championship, una sfida sicuramente non semplice visto che, da come abbiamo visto in questa recensione, questo è il loro primissimo videogioco in cui si utilizzano controller tradizionali.


I ragazzi di Surviuos hanno quindi realizzato un picchiaduro in puro stile arcade, in cui non è presente alcuna ricerca di realismo ma solo quello del puro e semplice divertimento. Attraverso un roster di ben venti personaggi e una serie di arene che si ispirano alla serie cinematografica, i giocatori si troveranno in un susseguirsi di combattimenti uno contro uno in cui l’obiettivo sarà quello di mettere al tappeto il proprio avversario. Per farlo, gli utenti hanno a disposizione il classico tasto per il colpo normale, quello per l’attacco forte, la parata, la schivata e la presa. Il tutto deve essere unito sia ai movimenti del joystick del controller che all’ambiente di gioco per poter creare combo ed effetti capaci d’offrire utili vantaggi nel corso dello scontro, come azzerare la barra della stamina o spingere l’avversario alle barre del ring per stordirlo.

Big Rumble Boxing: Creed Championship

Ovviamente il giocatore deve stare attento a diversi fattori per impedire di avere la guardia troppo abbassata, e dimostrandosi quindi all’altezza delle sfida che ogni volta gli si presenterà innanzi. Infine, il gameplay si conclude con la mossa speciale che viene caricata ogni volta che una qualsiasi combo va a buon segno. Questa può comunque essere fermata, attraverso classiche parata o schivate con una tecnica che da priorità alle proprie azioni. Insomma, dalla semplice descrizione che abbiamo appena fornito, è possibile comprendere come la struttura di gioco offerta sia estremamente semplice e intuitiva. L’unica pecca che abbiamo riscontrato in tal senso si riassume nella poca varietà offerta in termine di moveset durante i combattimenti, che oltre a dividersi nelle classiche tre categorie del genere non presentano reali differenze l’uno dall’altro. Il gioco riesce comunque nel suo obiettivo riuscendo a farsi comprendere completamente in poche partite, diventando quindi una buona scelta per partite mordi e fuggi con amici e familiari.

La versione per Nintendo Switch, quella da noi testata, non presenta nemmeno cali di frame rate o glitch di qualche tipo e anzi, a conti fatti ha saputo rivelarsi come un porting di buona qualità. In parte crediamo che ciò sia dovuto anche alla scelta stilistica dell’opera, che invece di ricercare un estremo realismo punta tutto su un carattere molto più cartoonesco. La scelta è sicuramente azzeccata, visto che offre una sua unicità che si adatta molto bene al tono della serie in questione. Certo, è capitato d’inciampare una volta in un bug che ci ha costretto ha rigiocare un intero incontro, ma niente di così grave da rovinare l’intera esperienza videoludica. Si spera, comunque, in un aggiornamento che prima o poi possa correggere il tutto.

Per i fan e poco più

Purtroppo, in questa recensione abbiamo constato che non è tutto oro quel che luccica in Big Rumble Boxing: Creed Championship, a partire dalla risicata quantità di contenuti presenti al suo interno. Oltre alla modalità arcade e la VS, non esiste altro che possa accompagnare i giocatore. Non sono presenti modalità torneo, un qualche genere di combattimenti online, un modo per personalizzare i combattenti o altre caratteristiche ormai standard del genere. Certo, l’incentivo per giocare è legato al dover sbloccare tutti i personaggi e affrontare la già citata modalità arcade con ognuno di loro ma, purtroppo, questa struttura così semplice rischia di venire a noia ben prima di completare l’intero viaggio. Apprezziamo comunque l’impegno posto dal team nei confronti di quella che possiamo considerare la storia del prodotto, visto che tra uno scontro e l’altro il giocatore si ritroverà anche innanzi a fasi dialogati in pieno stile viasul novel. Infatti, una volta selezionato uno dei combattimenti, il giocatore dovrà leggere una serie di discorsi pensati per andare a costruire una sceneggiatura originale che mischia sia momenti iconici del franchise che combattimenti inventati di sana pianta.

Big Rumble Boxing: Creed Championship

Purtroppo questa parte è riuscita solo a metà, poiché pur contestualizzando i vari combattimenti appare fin troppo banale, senza contare che la mancanza di un doppiaggio tende ad appiattire l’intero intreccio narrativo. Abbiamo invece apprezzato il livello di sfida offerto all’interno della modalità arcade, in cui l’IA ha saputo dimostrarsi combattiva per ogni genere di videogiocatore. Tra l’altro, in-game saranno presenti una serie di minigiochi pensati per far allenare i vari atleti. Queste piccole aggiunte si sono rivelati semplici e semplici ma, purtroppo, la poca varietà offerta in tal senso rende tali fasi ludiche particolarmente ridondanti.

La VS, invece, si traduce in una modalità multiplayer locale molto semplice e diretta. Purtroppo non è presente nient’altro in queste sfide da due giocatori, se non l’ottimo gameplay arcade che abbiamo già evidenziato. A chiudere il pacchetto ci pensa infine la modalità allenamento, in cui è possibile provare combo con un manichino che effettua determinati azioni, e un semplice menù che spiega comandi e trucchi per i nuovi arrivati. Le opzioni offrono invece una personalizzazione dell’esperienza nella media, adattandosi quindi alle preferenze degli utenti. La colonna sonora si è dimostrata di buona qualità fra tracce originali abbastanza anonime ed altre su licenze di diverso genere musicale. Per i fan più accaniti di Rocky, sappiate che all’interno di Big Rumble Boxing: Creed Championship è presente quel tema che ha accompagnato gli allenamenti di diversi spettatori di tutto il mondo dal 1976 in poi.

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Recensione
  • Big Rumble Boxing: Creed Championship
    6.5Voto Finale

    L'ultima opera di Survios presenta un gameplay funzionale e divertente che grazie alla sua semplicità strutturale si trasforma in un buon passatempo sia per giocatori casual, magari amanti del franchise, che per gli utenti più navigati che vogliano staccare da prodotti estremamente più complessi e longevi. Purtroppo gli sviluppatori non sono riusciti a mostrare in toto le potenzialità della propria creatura a causa di una risicata quantità di contenuti, un roster di buon numero ma con solo leggere differenze di giocabilità e alcune interessanti idee non sfruttate pienamente. In definitiva, un titolo su licenza creato per i fan e che non pretende di essere ricordata nella storia del medium.

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