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Dark – Recensione dell’ultima stagione della serie Originale Netflix

La recensione della terza ed ultima stagione di Dark, Serie Originale Netflix considerata da molti la migliore serie tv mai pubblicata sulla

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Ci siamo… È arrivato il momento che tutti stavamo aspettando. Definita da molti la migliore serie tv creata da Netflix, Dark è famosa per essere la causa della confusione di molti spettatori. In effetti è ormai chiaro che per godersi al meglio questo titolo la cosa migliore da fare sia munirsi di fogli e penna e prestare costantemente attenzione. Le prime due stagioni sono state solamente una preparazione a tutto ciò che ci verrà raccontato in questa terza parte: l’inizio della fine. Nel corso di questa recensione, come al solito, eviteremo spoiler, ma saranno ovviamente presenti riferimenti alle prime due stagioni – siamo certi che se state leggendo la recensione della terza parte, le prime due le avrete viste sicuramente -. Per chi non si sentisse abbastanza preparato o avesse bisogno di un breve ripasso, vi consigliamo di consultare questo sito.

La domanda non è da quale epoca… Ma da quale mondo 

Cominciamo con un breve recap delle prime due stagioni. Non sarà facile essendo forse la serie tv più intricata mai vista sui piccoli schermi – della serie che Game of Thrones a confronto è banale come la storia di Biancaneve -, ma faremo del nostro meglio. Abbiamo ormai appurato che le grotte permettono a chiunque di venire trasportato in un’altra epoca. Gli eventi principali si svolgono nel 2019/20, ma abbiamo visto i personaggi spostarsi per fra il 1921, il 1953/54, il 1986/87 ed il 2052/53. Non è sempre facile riuscire a comprendere in che epoca temporale si svolgono gli eventi, ma per fortuna ambienti e costumi riescono perfettamente a trasportare lo spettatore nel tempo corretto. Durante le prime due stagioni, tutti gli eventi sono stati forzati da alcuni personaggi, fino al raggiungimento dello scopo principale di Adam: l’apocalisse. Abbiamo visto che durante l’ultimo episodio, una buona parte dei personaggi rimasti nell’epoca originale – come la famiglia Doppler, Magnus Nielsen (Moritz Jahn) e Bartosz Tiedemann (Paul Lux) – è riuscita in un modo o nell’altro a salvarsi dalla fine del mondo.Dark


Un evento che avrà lasciato tutti sconcertati – effetto sorpresa totalmente riuscito – è la figura di Martha (Lisa Vicari) al termine dell’ottavo episodio. Mentre Jonas (Louis Hofmann) ne piangeva la morte causata da Adam (Dietrich Hollinderbaum), una figura molto simile alla ragazza gli si è avvicinata affermando di provenire da un altro mondo. Ed ecco la svolta che tutti stavamo aspettando. Durante questa terza stagione, come tutti avranno capito, gli eventi non si svolgeranno più solamente in diverse epoche temporali, bensì in diversi mondi. Senza fare spoiler possiamo solamente mettervi in guardia riguardo la difficoltà che alcuni potrebbero trovare nel distinguere i luoghi degli eventi. Sicuramente per godersi a pieno una serie come Dark, un rewatch totale è più che consigliato.

La gestione degli eventi 

Una nota totalmente a favore della serie in questione è la modalità di gestione degli eventi. Una volta terminata la visione di tutte le stagioni, ci sentiamo in grado di affermare che tutti gli eventi filino alla perfezione. Un lavoro incredibile è stato fatto per permettere ai produttori di creare un contenuto simile. Per quanto gli eventi siano ingarbugliati e complessi, non siamo ancora riusciti a trovare qualcosa che non quadri perfettamente. A confermare le nostre affermazioni per l’ennesima volta è il finale della terza ed ultima parte. Un finale che, se analizzato, può far comprendere realmente quanto il tutto sia stato pensato nei minimi dettagli. Per evitare anticipazioni non gradite, di questo e di altre teorie irrisolte ne parleremo in un articolo a sé stante.

dark

Per aiutarci a comprendere le varie situazioni temporali in cui ci troveremo, stavolta i produttori hanno deciso di far comparire sullo schermo (all’inizio di ogni cambio) l’anno di svolgimento degli eventi. Non sarà comunque facile riuscire a seguire tutto. Se durante le prime due stagioni gli eventi si svolgevano in tempi molto lontani fra loro, questa volta vedremo persone tornare indietro anche di pochi minuti, rendendo il tutto più incasinato. Oltre alla differente modalità di viaggio nel tempo, qualche nuova figura, mai vista prima, tornerà costantemente nel corso degli episodi e qualche personaggio considerato indispensabile nelle prime due parti venire quasi del tutto abbandonato. Non abbiate timore di esservi persi qualcosa, possiamo infatti rassicurarvi dicendo che, tutti gli avvenimenti che vi sembreranno confusi ed insensati, prima o poi nel corso di queste 8 puntate troveranno una risposta.

L’unica critica che potremmo fare a Dark, è che la nuova modalità di gestione delle puntate rende il tutto più pesante e meno scorrevole. 8 puntate da più di un’ora hanno sostituito le 10 puntate da 45 minuti delle stagioni precedenti. Non è facile guardare più di un episodio consecutivamente, vista l’enorme quantità di informazioni date ogni volta. La formula 10×45 sarebbe stata perfetta per godersi al massimo un titolo del genere.

In conclusione possiamo dire che Dark è in effetti una serie con la S maiuscola. Le uniche persone che potrebbero lamentarsene sono coloro che probabilmente non le hanno dedicato il giusto tempo. Perché Dark è come un bambino, il vostro bambino. Dovete prestargli costante attenzione e dedicargli il vostro tempo, senza alcun tipo di distrazione. Dovete amarla, odiarla, abbandonarla e poi riprenderla, il tutto in soli quaranta minuti. Ogni puntata è un viaggio confusionario, che vi terrà spesso sulle spine rendendo il tutto più complicato, ma state sicuri che alla fine vi riempirà di soddisfazioni.

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Recensione
  • Dark
    9Voto Finale

    Dark è una serie strana. Non a caso molti la considerano fra le migliori serie mai esistite, ed hanno ragione. Perché tutti sono stanchi dei classici titoli lineari e scontati. Per comprendere appieno Dark c'è bisogno di impegno, di carta, penna ed un acuto senso di osservazione. Nonostante, specialmente in quest'ultima stagione, alcuni momenti risultino pesanti e di difficile scorrimento, una volta arrivata la fine ci si renderà conto che ne è valsa la pena. E se crederete di non aver capito a fondo tutte le vicende, non rimarrà che fare un bel respiro e ricominciare tutto da capo. Sicuramente ad ogni rewatch, scoprirete qualcosa di nuovo.

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