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Gamerwall: la LUISS ospita la presentazione del progetto che supporta gli studenti nelle proprie passioni!

Molto spesso, la maggior parte degli studenti si trova di fronte a un bivio: ” dovrei impegnarmi a fondo nella carriera universitaria o...

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Molto spesso, la maggior parte degli studenti si trova di fronte a un bivio: ” dovrei impegnarmi a fondo nella carriera universitaria o mantenere costante la mia passione peer il gaming?”. Non è da tutti riuscire a conciliare le due cose, sia per gli impegni che sopraggiungono continuamente, sia per il contesto sociale nel quale siamo calati. Dunque a volte capita di dover mettere in disparte, almeno per un po’, le proprie passioni per concentrarsi sull’attività didattica: per quanto più faticosa, essa è sicuramente la via migliore per giungere ad un posto di lavoro o a un’occupazione soddisfacente; e se invece ci fosse qualcuno che ci supportasse per portare avanti anche la nostra “carriera videoludica” parallelamente agli esami universitari?Gamerwall

Gamerwall è qui per questo: esso nasce come un progetto interno all’ateneo della LUISS che però, in occasione della seconda Game University League, si apre alle altre Università del territorio romano e al nord, presso gli atenei di Milano. Gamerwall punta a sostenere le passioni degli studenti, che devono viaggiare di pari passo allo studio per uno sviluppo completo della persona. La piccola conferenza tenutasi il 5 Novembre all’interno dell’edificio universitario è stata di presentazione per la seconda edizione del sopracitato evento, con vari ospiti in aggiunta allo staff di Gamerwall: tra questi avevamo il Responsabile Affari Interni di Giochi Elettronici Competitivi (GEC) ed il Responsabile Sportivo della LUISS, i quali hanno discusso di come l’attività ludica (e videoludica) sia importante alla fine della formazione dei giovani.Gamerwall

In seguito la parola è passata a Gianpiero Miele, CEO di Gamerwall ed ex-studente LUISS: egli ha spiegato le origini del progetto e i motivi per i quali ha deciso di rivolgersi alla sua ex università per farlo partire. Arrivati alla seconda edizione dell’evento, non solo questo si apre verso il territorio nazionale spostandosi anche in un’altra città, ma soprattutto rende possibile la partecipazione alla Game University League a tutti gli studenti del territorio, anche se frequentanti presso altri atenei.

Gamerwall

Arrivati a ciò, e dopo aver assistito anche alla premiazione del vincitore della precedente Lega, è arrivato il momento di rispondere alla fatidica domanda: cos’è la Game University League? La risposta è semplice: un torneo, diviso in 8 tappe, dove gli studenti si affrontano ogni volta su un titolo differente, ottenendo un punteggio al fine di una classifica. L’iscrizione avviene tramite dei banchetti posti precedentemente all’interno dell’ateneo o direttamente alla prima tappa. Al termine delle tappe del torneo, verranno considerati i tre punteggi migliori realizzati da ogni giocatore e saranno moltiplicati per un coefficiente di partecipazione: ciò serve per premiare coloro che, nonostante sia impossibile eccellere in tutti i giochi, si mettono comunque alla prova e dimostrano costanza nel loro impegno. Sarà inoltre possibile ottenere piccole porzioni di punteggio aggiuntivo facendo da “tester”, ovvero provando diversi giochi che verranno messi a disposizione durante la giornata in aggiunta al titolo della competizione.

Gamerwall

Terminato questo calcolo, il punteggio finale verrà sommato a quello scolastico, ricavato dall’esito di fine sessione degli esami accademici: l’unione di questi due darà vita alla classifica finale da dove si identificherà il vincitore, il quale avrà diritto a una borsa di studio. Piccola particolarità è la presenza di due vincitori, nonostante poco fa ne abbia menzionato uno solo: questo perché il secondo vincitore sarà determinato tra i migliori giocatori interni alla LUISS, per onorare il fatto che questo progetto sia nato all’interno di tale ambiente.

In conclusione, dopo la breve guida, teniamo a ringraziare lo staff di Gamerwall, Gianpiero, Emanuele e Christopher, che hanno avuto la cordialità di rispondere alle varie domande e chiarito ogni nostro dubbio sull’iniziativa. Detto ciò, ragazzi, se siete sui libri da stamattina, direi che l’opzione di riafferrare il pad non sembra essere poi così male.

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