Shadow of the Tomb Raider - Provato, ritorna l'archeologa più famosa di sempre

Shadow of the Tomb Raider – Provato, ritorna l’archeologa più famosa di sempre

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Grazie a Koch Media abbiamo avuto l’occasione di mettere le mani in anteprima sulla terza avventura dedicata ad una delle protagoniste più iconiche dell’intero panorama videoludico. Non occorrono presentazioni, ed è chiaro che stiamo parlando proprio del nuovo Shadow of the Tomb Raider, ultimo episodio della serie reboot avviata ormai nel lontano 2013 su PlayStation 3 e Xbox 360. In tale occasione, inoltre, è stato possibile parlare direttamente con Jason Dozois e Heath Smith, rispettivamente Narrative Director e Lead Game Designer del titolo, i quali ci hanno parlato del processo creativo che sta dietro l’ultima trilogia. È evidente che negli ultimi anni non vi sia più il medesimo interesse nei confronti della serie di Tomb Raider, oscurato sotto diversi punti di vista sia dalla serie di successo Uncharted di Sony, la quale viene spesso paragonata alle avventure della storica eroina, sia dalla mole di contenuti eccellenti rilasciati in questo lustro. Ciononostante, quanto realizzato negli ultimi anni da parte di Crystal Dynamics prima e Eidos Montréal ora, ha senza dubbio portato una ventata d’aria fresca di tutto rispetto alla celebre archeologa, ma cosa avremo desunto dalle prime fasi di gioco?Shadow of the Tomb Raider

Tomb Raider è finalmente tra noi

Le battute iniziali dalla nostra avventura hanno luogo circa un anno dopo gli avvenimenti di Rise of the Tomb Raider, con una Lara ancora più determinata ad affrontare la Trinità, direttamente coinvolta nella morte del padre. Il titolo ci porterà principalmente nella vasta America meridionale, passando dapprima per il Messico, per poi spostarsi nel Perù. Il tema portante dell’intero viaggio non sarà più la sopravvivenza, bensì la crescita di una donna che si appresta a diventare la Tomb Raider per eccellenza che noi tutti abbiamo imparato a conoscere nell’ormai lontano 1996, aspetto su cui il team di sviluppo ha posto grande enfasi. In effetti, appare chiaro sin da subito quanto la nostra Lara sia maturata rispetto alla sua prima spedizione a bordo dell’Endurance, sebbene al contempo possiamo notare quanto il processo di crescita sia ancora in corso: l’archeologa, infatti, compierà una serie di errori che le costeranno cari e che la metteranno con le spalle al muro, costringendola a rivalutare molte delle sue convinzioni. In buona sostanza, dunque, le premesse del comparto narrativo promettono bene, e sembrano assicurare uno svolgimento interessante e soprattutto coerente con quanto visto finora nella serie.

Squadra che vince non si cambia?

L’aspetto su cui ci siamo concentrati maggiormente nel corso della prova riguarda il gameplay, fondamentale per la tipologia di giochi a cui appartiene Shadow of the Tomb Raider. Con grosso rammarico, tuttavia, bisogna ammettere che ci ritroviamo sostanzialmente di fronte a quanto già proposto nei due precedenti capitoli, introducendo in tal senso ben poche novità. In quest’ottica spiccano le capacità natatorie di Lara, che è ora in grado di immergersi ad una maggior profondità, ricordando ancora più da vicino i vecchi capitoli dello storico brand. Anche la modalità stealth ha subito alcune migliorie, consentendo all’eroina di nascondersi dai nemici per mezzo della vegetazione, sebbene tale scelta risulti decisamente poco originale e ispirata. Insomma, nonostante la godibilità di un gameplay ormai consolidato, si ha la sensazione che si sarebbe potuto osare decisamente di più. Il comparto grafico del titolo appare poi ben curato e in linea con le produzioni odierne, sebbene allo stesso modo di Rise of the Tomb Raider e Tomb Raider 2013 sia evidente lo stacco netto che intercorre tra una Lara ricreata nei minimi dettagli, e il resto del cast con un numero di texture palesemente inferiore. Visivamente, il gioco nel complesso ne risente parecchio, ma si fa perdonare regalandoci squarci incredibilmente belli da vedere.

La versione da noi giocata, del resto, non era ancora quella definitiva, ma dato il lancio ormai imminente è altamente improbabile un miglioramento degno di nota. In aggiunta a ciò, la produzione Square Enix nelle ore di gioco si è dimostrata estremamente stabile, dal momento che non siamo incappati in alcun bug, e il framerate si è sempre mantenuto costante. In conclusione, Shadow of the Tomb Raider si presenta come un gioco godibile e di qualità, ma che per certi versi compie pochi passi in avanti, dandoci l’impressione di avere di fronte un more of the same che fa fatica ad abbandonare la propria comfort zone. I fan del genere, in ogni caso, dovrebbero trovare pane per i loro denti, e tenere d’occhio il lavoro di Eidos Montréal e Cystal Dynamics. Certamente, prima di tirare le somme, attendiamo di mettere le mani sopra il titolo, il quale arriverà su PC, PlayStation 4 e Xbox One il prossimo 14 Settembre.

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