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Valkyria Chronicles 4 – Recensione, in guerra per la libertà

Quando Valkyria Chronicles giunse su Playstation 3 nell’ormai lontano 2008, nessuno si sarebbe aspettato l’enorme successo che il titolo conseguì...

Quando Valkyria Chronicles giunse su Playstation 3 nell’ormai lontano 2008, nessuno si sarebbe aspettato l’enorme successo che il titolo conseguì sia in Oriente che in Occidente. L’opera seppe conquistarsi talmente tanti elogi che SEGA, galvanizzata dagli ottimi risultati in termini di vendite, decise di portare avanti il brand con due nuovi capitoli giunti unicamente su PSP, oltre a uno spin-off – Valkyria Revolution – presentatosi sulle console d’attuale generazione. Dopo una lunga attesa e vagonate di richieste protratte dai fan, la società nipponica ha però ritenuto opportuno tornare sui propri passi concentrando nuovamente tutti gli sforzi su una produzione home-console che potesse rivaleggiare a testa alta nel mercato odierno. Dopo rumor e voci di corridoio sparse, ecco quindi infine giungere l’annuncio sullo sviluppo di Valkyria Chronicles 4, nuovo capitolo dell’IP che punta a conquistare nuovamente critica e pubblico grazie a una solida struttura ludica affiancata da un’avvincente narrativa. Mancano ancora diversi giorni all’uscita del titolo, ma noi di Game Legends abbiamo potuto metterci le mani sopra con largo anticipo esplorandone nel dettaglio ogni più piccola peculiarità e ora, dopo dozzine d’ore passate in-game, siamo finalmente pronti a darvi il nostro responso finale a riguardo. SEGA sarà davvero riuscita nel suo ambizioso intento?

Squadra E all’attacco!

L’anno che corre è il 1935, quando il mondo è sconvolto dalla Seconda Guerra Europea. La sempre più pressante necessità di ragnite, un minerale energetico da cui dipende la tecnologia mondiale, ha infatti portato le due grandi potenze del globo – la Federazione Atlantica e l’Alleanza Imperiale – a uno scontro senza pari dove le perdite si contano a milioni tra soldati e civili. In anni di duri scontri, la Federazione non ha potuto far altro che retrocedere di sconfitta in sconfitta nel mentre che l’Impero andava invece inanellando importanti vittorie strategiche. Giunti ormai a un punto di non ritorno, con le truppe nemiche rivelatesi capaci d’oltrepassare i confini alleati, la Federazione decide quindi di dar forma a un piano disperato, puntare tutto il proprio esercito direttamente contro la capitale dell’Impero in una corsa di sfondamento sulle linee nemiche, una mossa che se dovesse rivelarsi vincente porterebbe all’immediata conclusione della guerra. Oltre sei milioni di uomini vengono preparati e lanciati in quella che per molti viene vista come una vera e propria missione suicida, un ultimo atto disperato il cui esito sancirà il destino dell’intero pianeta; l’operazione Croce di Ferro ha così inizio. Cronologicamente parlando, Valkyria Chronicles 4 si colloca in parallelo con gli eventi del capitolo originale, seppur questa volta verremo posizionati su tutt’altro fronte, e andrà narrandoci le gesta della 101ma Divisione dell’Esercito di Edinburgh , con particolare attenzione sulla Squadra E rappresentante un’unità del 1° Battaglione Ranger.

Nei fatti, l’avventura che andremo scoprendo in-game si è rivelata essere una delle colonne portanti dell’esperienza, in particolare grazie a una storia semplice nelle basi ma capace di fare giocoforza su un cast di personaggi ben caratterizzati ed estremamente piacevoli da scoprire affiancati da un proseguo delle vicende sempre incalzante e adrenalinico. Per quanto non manchi quell’accenno stereotipo che da sempre contraddistingue le produzioni nipponiche, ogni personaggio che andremo scoprendo saprà conquistare il giocatore di turno aprendosi pian piano a lui e offrendogli un background di grande impatto. Mentre si gioca è possibile percepire un forte senso di cameratismo che non solo andrà rafforzandosi tra i numerosi membri della Squadra E, bensì saprà anche farsi palpabile nei confronti dell’utente stesso, il quale verrà portato a provare sincera empatia per l’intera unità. Al contempo, l’avventura riesce a mostrare con orgoglio una storia che in molte occasione sprigiona un potente pathos epico che va mescolandosi perfettamente con scene tragiche o capaci di strappare un sorriso. Quella che ci viene mostrata è una guerra senza pietà dove paura e disperazione sono all’ordine del giorno, tra estenuanti battaglie per espugnare una città o pericolose cariche contro forze meglio equipaggiate e pesantemente trincerate. Il risultato che ne consegue è un mix d’emozioni magnificamente riuscito capace di colpire il giocatore con forza dirompente, il quale si ritroverà ben presto incollato al televisore e desideroso solo di scoprire come andranno proseguendo le vicende narrategli.

Corsa contro il tempo

Tolti i numerosi momenti in cui andremo scoprendo intrighi e diramazioni narrative, Valkyria Chronicles 4 si presenta come un particolare strategico a turni ricco di carattere ed estremamente interessante. Di base, prima di ogni missione dovremo scegliere chi mandare in campo cercando sempre di ritrovarci con una squadra bilanciata e in grado d’affrontare ogni tipo d’emergenze, lì dove il numero di soldati a disposizione per ogni battaglia raramente supererà le dieci unità. Una volta scesi sul campo, avremo quindi un certo numero d’azioni a disposizione – soprannominati Command Point – durante le quali potremo andare controllando direttamente i nostri soldati. In tal senso, nel caso in cui non aveste mai avuto a che fare con il brand, è importante specificare che durante il nostro turno i nemici non saranno impassibili e conseguentemente, nel caso in cui dovessimo avvicinarci troppo, questi cominceranno ad attaccarci senza pietà alcuna. In-game sarà nostro compito scegliere come comportarci con ogni uomo a nostra disposizione tentando di avere sempre una posizione di vantaggio per cercare di cogliere in fallo l’avversario, in molte situazione decisamente meglio preparato di noi. Valkyria Chronicles 4 non è infatti un gioco semplice e anzi, molto spesso richiederà al giocatore un estensivo utilizzo di materia grigia. Sarà di fondamentale importanza essere sempre pronti a qualsiasi evenienza e non di rado capiterà di perdere validi soldati per un semplice errore di valutazione.

È infatti importante ricordare che nel caso in cui un nostro commilitone dovesse venire ferito gravemente, avremo un numero limitato di turni per farlo raggiungere da un compagno in modo tale da portarlo in salvo, condizione che se non dovesse venire soddisfatta porterà all’inesorabile morte di quest’ultimo. Il titolo presenta infatti una forma di permadeath per quasi la totalità di tutti coloro i quali verranno messi sotto il nostro controllo, salvo alcune eccezioni relative ai personaggi principali dell’avventura che, nel caso in cui dovessero venire eliminati, porteranno a un repentino Game-Over seguito dalla necessità di dover ricominciare l’intero scontro. La sfida offerta da Valkyria Chronicles 4 è indubbiamente soddisfacente e molto spesso porterà il giocatore a vivere situazioni critiche dove il sapiente uso di ogni mezzo a propria disposizione rappresenterà l’ago della bilancia tra vita e morte. Sfortunatamente, esattamente come accaduto per il capitolo originale, anche in questo caso capiterà di affrontare specifiche situazioni più o meno trial and error, lì dove specifici script della missione potrebbero rivelarsi capaci di ribaltare completamente una situazione che fino a pochi istanti prima appariva totalmente in nostro favore. Va comunque detto che la situazione risulta indubbiamente migliorata rispetto al passato e anche il bilanciamento stesso della difficoltà ci è apparso decisamente meglio calibrato.

Oltre a questo, ogniqualvolta che completeremo una missione, otterremo un certo quantitativo d’esperienza e denaro da dover utilizzare per migliorare le condizioni del nostro esercito all’interno del Quartier Generale. Far aumentare di livello le nostre unità equipaggiandole poi con armi sempre più all’avanguardia si rivelerà infatti di primaria importanza per sperare di poter avere una qualche possibilità di sopravvivenza. Tornano inoltre anche gli Ordini, che al costo di un azione nel pieno di un turno ci permetteranno di conferire utili bonus alle nostre truppe. Infine, come già visto in passato, ancora una volta avremo un carro armato di vitale importanza durante le diverse battaglie affrontabili che potremo migliorare di potenziamento in potenziamento. Oltre a questo, proseguendo nell’avventura verremo affiancati anche da una letale nave da guerra – anch’essa potenziabile – da poter utilizzare per impartire utilissime richieste, come controlli radar per identificare la posizione dei nemici o, ancora, bombardamenti a tappeto perfetti per liberarsi degli avversari più ostici. Fanno inoltre il loro ritorno anche le classi – scout, mitragliere, lanciere, ingegnere e cecchino – ognuna delle quali presenterà caratteristiche uniche, punti di forza e debolezze da dover sfruttare a proprio vantaggio. Il team ha deciso d’ampliare l’esperienza con l’aggiunta del “granatiere”, nuova unità particolarmente efficace contro la fanteria e capace di mettere fuorigioco il nemico da grandi distanze.

Tra alti e bassi

Volendo muovere una critica all’opera, non possiamo che citare la generale mancanza di novità effettive capaci di variare l’esperienza rispetto a quanto già visto in passato. Tolto quel che abbiamo menzionato poco sopra, l’avventura sembra infatti replicare sotto ogni aspetto quanto visto con l’originale e seppur sia indubbio che l’intera struttura ludica sia stata migliorata e ampliata, manca quella scintilla capace di porre il titolo un passo avanti rispetto al suo fratello maggiore. Il ritorno delle schermaglie per poter rivivere battaglie già affrontate e l’arrivo di particolare missioni dedicate a personaggi secondari della storia – utili per sentirsi più vicini a tutti quei combattenti che, altrimenti, sarebbero apparsi solo di sfondo – rappresentano graditi elementi che vanno ad arricchire l’esperienza, ma ciò comunque non basta per scrollarsi di dosso quel senso di già visto che permea con forza ogni partita affrontata.

Tecnicamente parlando, Valkyria Chronicles 4 punta tutto su una splendida direzione artistica che tenta di mascherare un lavoro grafico alquanto altalenante. Sia chiaro, l’utilizzo del cel shading riesce a mascherare numerose magagne che altrimenti avremmo sentito pericolosamente vicine, ma nei fatti il titolo non riesce comunque a liberarsi da quell’ingombrante senso d’arretratezza che lo contraddistingue. Gli ottimi modelli dei personaggi e alcuni scenari davvero suggestivi devono così scontrarsi con texture poco definite, effetti particellari tutt’altro che indimenticabili e giochi di luci e ombre appena sufficienti, il tutto accompagnato da qualche sporadico calo di frame-rate nelle situazioni più concitate. Di contro, il comparto audio si è mostrato di gran livello grazie a una colonna sonora ricca di tracce estremamente piacevoli e a un ottimo doppiaggio – disponibile sia in inglese che in giapponese – dove ogni doppiatore ha saputo incarnare al meglio il carisma del proprio alter-ego digitale. Piccola menzione finale per la presenza in Valkyria Chronicles 4 di una localizzazione italiana dei sottotitoli, una piacevole notizia per tutti coloro i quali rimasero scottati dalla mancata localizzazione dell’originale Valkyria Chronicles.

Potete trovare tutta la copertura E3 2021 sul canale Twitch ufficiale di Cyber Mill.

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Recensione
  • Valkyria Chronicles 4
    8.3Voto Finale

    Valkyria Chronicles 4 rappresenta un bersaglio indubbiamente centrato, seppur a SEGA sia mancato il coraggio necessario per portare la sua creatura a un livello qualitativo ancor più elevato. L'esperienza si attesta su ottimi livelli, sia sotto il profilo narrativo che in termini ludici. Personaggi carismatici e situazioni estremamente avvincenti vanno mescolandosi a battaglie sempre divertenti da affrontare e capaci di mostrare una solidità generale invidiabile. Ciò detto, dispiace quindi constatare come le novità apportate siano state davvero risicate, così come è impossibile non constatare la presenza di un livello di difficoltà indubbiamente meglio calibrato rispetto al passato ma ancora afflitto da qualche situazione trial and error di troppo. A chiudere il tutto ci pensa infine un lavoro tecnico appena sufficiente e capace di risollevarsi solo grazie alla grande attenzione artistica posta nel progetto affiancato però da un comparto audio di prim'ordine.

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