WestWorld 2x01 - Recensione di "Journey Into Night"

WestWorld 2×01 – Recensione di “Journey Into Night”

E’ impossibile parlare dell’inizio della seconda stagione di WestWorld senza concentrarsi sul monologo iniziale di Dolores. Come è...


E’ impossibile parlare dell’inizio della seconda stagione di WestWorld senza concentrarsi sul monologo iniziale di Dolores. Come è impossibile parlare di Westworld nel suo insieme omettendo l’incredibile sentimento che l’attrice (Evan Rachel Wood) ha messo in ogni sua parola.

I sogni non significano niente, non sono reali, sono solo rielaborazioni della nostra mente.

La domanda che ci siamo posti guardando l’ultima puntata della prima stagione di Westworld è stata: cosa sta succedendo alle menti degli intelligentissimi host del parco, cosa ci vogliono dire in realtà? Quell’arcano viene parzialmente spiegato nella carneficina che va proprio a chiudere la prima stagione. Il dottor Robert Ford (Anthony Hopkins) ha insegnato agli host a difendersi dagli umani che li avrebbero sfruttati, dandogli l’opportunità di liberarsi ed eliminare i membri più importanti e influenti di Delos, l’organizzazione che controlla il parco, durante il massacro. La domanda per la seconda parte, nonché domanda anticipatrice alla seconda stagione è: cosa faranno adesso gli host, senza una storia a guidarli? E dato che il loro livello di intelletto è aumentato esponenzialmente, una volta che prenderanno delle loro decisioni, come sapranno se le scelte fatte, saranno effettivamente farina del loro sacco?

Dolores

Nel caso di Dolores, per esempio, i due personaggi che la compongono, ovvero la dolce e cara figlia del contadino e Wyatt la vendicatrice, tenderanno ad unirsi formando un personaggio unico nel suo genere. La sua è una sorta di missione in cui deve salvare i suoi seguaci, anche a costo di sacrificarne altri per il bene superiore. La sua trasformazione da vittima in carnefice l’ha resa un personaggio completamente diverso rispetto alla stagione precedente, dove invece era interessante assistere al suo continuo cambio di atteggiamento, dovuto alla progressiva conquista di autocoscienza e ricordi traumatici. Ora le importa solo dell vendetta, vive il suo sogno personale, quello di fare agli altri ciò che è stato fatto a lei e che è stato rimosso dai suoi carcerieri per farla di nuovo stuprare e uccidere. Queste caratteristiche potrebbero far pensare che proprio Dolores potrebbe diventare il vero villain.

William

Anche William diventa, di nuovo, un personaggio chiave: l’obiettivo però è cambiato, da semplice cercatore, a sopravvissuto. Questo status quo lo porterà a doversi incontrare con fiotte di nemici, e sappiamo cosa succede quando William deve uccidere qualcuno. WestWorld ci regala però anche un flash sul suo passato, su ciò che l’ha spinto a diventare quello che ora è, e che l’ha portato a compiere questo infausto compito.

Il mare nascosto

Abbiamo anche scoperto che c’è anche un enorme specchio d’acqua nascosto nel deserto (e che probabilmente tutto si trova su un’isola) in cui sono annegati decine e decine di androidi, tra cui Teddy. Ciò che scopriremo in queste dieci puntate è perché Bernard sostiene di averli uccisi tutti. Ricucire questo buco di memoria sarà essenziale, la domanda più importante per questa serie tv non riguarda tanto il cosa o il come, ma soprattutto perché?

Nuovi enigmi e nuove domande

La seconda stagione non chiarisce nessun dubbio, anzi tende a creare nuovi enigmi e a far sorgere nuove domande. Da una parte, Delos ha inviato la sua sicurezza per domare e reprimere l’insurrezione degli host e scoprire quali sono le principali motivazioni che hanno spinto gli androidi a ribellarsi. Dall’altra, Bernard sta piano piano scoprendo del potenziale e sta mettendo insieme i pezzi per capire di più sul suo passato e sui suoi ricordi. Teddy e Dolores si divertono a uccidere e a torturare gli ultimi umani ospiti ancora in vita. Maeve e Hector invece si preoccupano del loro futuro e cominciano un viaggio per ritrovare loro stessi. Il regista Richard J. Lewis ha fatto un ottimo lavoro sui singoli momenti vissuti dai personaggi, mostrando l’umanità che tanto hanno desiderato.

E’ difficile per una serie mantenere questa enigmaticità per così tanto tempo, ma se dovessimo stilare una lista di serie televisive del genere, WestWorld starebbe tra i primi posti. I momenti salienti non sono nelle grandi azioni dei personaggi, ma nei piccoli dettagli e nelle riflessioni.

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